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Gaza
di PADRE GABRIEL ROMANELLI 17 giu 2026 13:22

Emergenza Gaza: l'appello di padre Romanelli

Vi proponiamo questa lettera che ci è arrivata in questi giorni da padre Gabriel Romanelli, parroco della Sacra Famiglia a Gaza City:

Cari amici di Pro Terra Sancta, 

scrivo dal mio ufficio in parrocchia, approfittando del fatto che in questo momento la connessione internet funziona, anche se oggi c'è e domani chissà. Per potervi scrivere consumiamo diesel che compriamo a 10 euro al litro, dato che quasi tutti i nostri pannelli solari sono stati distrutti dai bombardamenti. Qui ogni cosa, anche la più ordinaria, è diventata veramente complicatissima. Io faccio spesso un paragone: questa guerra è come il grande tsunami del 2005 o come un tornado terribile. Ma l'orrore vero è che dopo lo tsunami la gente pulisce e inizia a ricostruire, mentre qui la tempesta è passata ma non è iniziato nessun lavoro, non c'è il minimo segnale di ricostruzione. Le stime parlano di oltre l'80% di distruzione, ma non permettono l'ingresso di cemento, ferro, legno o vetro per riparare i danni. La popolazione vive letteralmente nel nulla. Chi ha perso la casa si adatta a vivere sui ruderi o dentro le tende. All'inizio le tende venivano distribuite, ma adesso c'è una speculazione tremenda e la gente è costretta a comprarle a caro prezzo, pagando migliaia di shekel. 

Le fognature sono completamente distrutte e la poca acqua disponibile è contaminata dagli scarichi. Noi siamo fortunati perché la cisterna d’acqua che si trova sotto la nostra chiesa, per grazia di Dio, continua a dare da bere a migliaia di persone del quartiere senza esaurirsi mai. Quando esco per andare a trovare i malati o per celebrare la messa, vedo i bambini cercare tra la spazzatura o giocare in mezzo a pozzanghere di fogna, con i topi che girano tra le macerie. Questa sporcizia sta provocando un'epidemia di dissenteria, infezioni e malattie della pelle che non possiamo curare, perché gli ospedali sono distrutti e mancano persino i medicinali per il diabete o la pressione.

Un semplice accendino di plastica costa 70 shekel, che sono quasi 20 euro. Ma la gente è costretta a comprarlo, per bruciare il legno o il cartone per scaldare il cibo. Nei mercati si trova qualcosa, ma mancano i contanti; le banche sono rase al suolo.

In mezzo a questo calvario, andiamo avanti. Siamo riusciti a riaprire la nostra scuola. Oggi abbiamo 460 alunni, sia cristiani che musulmani, da sempre nostri studenti. Non hanno quaderni, non hanno matite, e si siedono in tre o quattro su un'unica scrivania, ma la loro voglia di futuro è più forte di tutto. Quando chiediamo loro di fare dei disegni, usano ancora solo il nero delle distruzioni e il rosso del sangue. Noi siamo qui per guarire queste ferite.Nonostante tutto restiamo qui perché la parrocchia è un'oasi per tutti e vi assicuro che nella nostra gente non c'è nessun sentimento di vendetta, solo un immenso desiderio di pace.

Grazie per tutto l’aiuto che continuate a darci con il sostegno di tutti i benefattori. Vi prego, non dimenticate Gaza.

Ogni vostro aiuto qui ci permette di continuare a vivere e sperare.

Vi ringrazio per la vostra amicizia

Rispondi all'appello di padre Gabriel. La parrocchia della Sacra Famiglia a Gaza sopravvive solo grazie alla solidarietà internazionale. Non lasciamo sola questa comunità che resiste al buio e alla fame. Con la tua donazione oggi garantirai:g asolio per i generatori della parrocchia e della scuola, kit igienici e medicinali di base per fermare le infezioni, quaderni, matite e cibo per i 460 bambini della scuola. Per ulteriori informazioni e donazioni: proterrasancta.org.

PADRE GABRIEL ROMANELLI 17 giu 2026 13:22