Il card. Re lascia l'incarico di decano
Il cardinale Re, figura storica della Curia romana che ha attraversato gli ultimi quattro pontificati – da Giovanni Paolo II a Leone XIV– conserva il titolo della Chiesa Suburbicaria di Sabina-Poggio Mirteto e assume il titolo di “decano emerito” del Collegio cardinalizio. Una novità, quest’ultima, introdotta da Papa Francesco in un motu proprio del 2019, nel quale riformava la carica di decano stabilendo che l’incarico non fosse più a vita ma della durata di cinque anni, eventualmente rinnovabile una sola volta.
Una decisione dovuta al fatto che “con l’aumento del numero dei cardinali” (quindici in più rispetto alla tradizionale soglia dei 120 elettori), “impegni sempre maggiori” andavano a gravare sul cardinale decano. Confermando l’elezione della guida del Sacro Collegio da parte dei membri dell’Ordine dei vescovi secondo le modalità stabilite dal can. 352 § 2 del Codice di Diritto canonico, Papa Francesco aveva quindi stabilito una scadenza del mandato e l’eventuale secondo rinnovo.
Dopo aver guidato per quasi sette anni uno dei Collegi più antichi del mondo, il Collegio cardinalizio, il cardinale Giovanni Battista Re lascia a 92 anni l’incarico di decano. Gli succede il cardinale filippino Luis Antonio G. Tagle, 69 anni, pro-prefetto del Dicastero per l’Evangelizzazione nella Sezione per la Prima Evangelizzazione e le Nuove Chiese Particolari. La nomina in uno dei ruoli di vertice della gerarchia ecclesiastica giunge oggi, 9 ottobre. Ieri i cardinali dell’Ordine dei Vescovi hanno eletto Tagle, il quale – informa la Santa Sede - assumerà il titolo della Chiesa Suburbicaria di Ostia, conservando il titolo della Chiesa Suburbicaria di Albano.
Ed in effetti Re, nominato decano nel 2020 in successione al cardinale Angelo Sodano, era stato rinnovato nel 2025 dallo stesso Francesco, che ne aveva apprezzato il lavoro svolto durante il Conclave del marzo 2013. Re in passato era stato membro del Servizio diplomatico della Santa Sede, successivamente in servizio nella Segreteria di Stato divenendo poi assessore, in seguito segretario dell'allora Congregazione dei Vescovi, ancora sostituto per gli Affari generali, sotto il pontificato di Giovanni Paolo II, e infine prefetto della stessa Congregazione dei Vescovi dal 2000 al 2010. Nel Conclave del 2013 che elesse il primo Papa sudamericano della storia era cardinale elettore ma svolse i compiti che spettavano all’allora decano Sodano, assente in Sistina avendo superato la soglia degli 80 anni. Del porporato bresciano, il Pontefice argentino apprezzava anche la caratteristica verve, la sua esperienza e il carattere schietto.
Il 7 gennaio 2025 lo aveva rinnovato per un secondo mandato; insieme a lui anche l'argentino Leonardo Sandri prorogato come vice-decano. Tre mesi dopo, proprio nel ruolo di decano, Re si è trovato a presiedere la celebrazione esequiale di Jorge Mario Bergoglio il 26 aprile 2025 e la successiva Messa pro eligendo Pontifice, ovvero l’eucaristia che si tiene la mattina dell’inizio del Conclave. Quello del 7 maggio 2025 che ha visto poi l’elezione di Leone XIV.
A 92 anni il porporato originario di Borno termina quindi questo servizio alla Chiesa. Gli succede il più giovane Tagle, primo asiatico a svolgere tale incarico. Cardinale molto conosciuto nella Chiesa asiatica e, in generale, in quella mondiale, arcivescovo emeirto di Manila, era finora a capo di una delle due sezioni del Dicastero un tempo conosciuto come Propaganda Fide. Durante la solenne Messa di inizio del ministero petrino, il 18 maggio 2025 in Piazza San Pietro, fu lui a consegnare l'anello piscatorio al neo eletto Papa Leone XIV.
Tagle guiderà, dunque, i porporati di tutto il mondo, ma sempre nella funzione di “primus inter pares”, dunque non esercitando un'autorità di governo gerarchica sugli altri confratelli ma coordinandone le attività. Compito principale del decano è quello di convocare un eventuale futuro Conclave in caso di sede vacante e di presiederlo qualora avesse meno di ottant’anni e dunque fosse incluso nel novero degli elettori.