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Roma
01 mar 2026 12:43

La pace non si costruisce con minacce reciproche

Leone XIV, nei saluti del dopo Angelus, esprime la sua preoccupazione per quanto sta accadendo in Medio Oriente, e chiede di evitare una “voragine irreparabile” agendo con diplomazia e promuovendo il bene dei popoli “che anelano ad una convivenza pacifica”. Il pensiero anche alla violenza in atto tra Pakistan e Afghanistan.

I venti di guerra che stanno soffiando in Iran e in tutto il Medio Oriente, dove si vivono “ore drammatiche”, suscitano “profonda preoccupazione” nel Papa che, all’Angelus della seconda Domenica di Quaresima, invita le parti coinvolte ad agire con “responsabilità” per evitare che si arrivi ad uno scenario devastante, abbandonando quindi le armi e la violenza e minacce per lasciare spazio al dialogo e alla diplomazia, e guardando anche al bene futuro delle popolazioni.

La stabilità e la pace non si costruiscono con minacce reciproche, né con le armi, che seminano distruzione, dolore e morte, ma solo attraverso un dialogo ragionevole, autentico e responsabile. Dinanzi alla possibilità di una tragedia di proporzioni enormi, rivolgo alle parti coinvolte l’accorato appello ad assumere la responsabilità morale di fermare la spirale della violenza prima che diventi una voragine irreparabile! Che la diplomazia ritrovi il suo ruolo e sia promosso il bene dei popoli, che anelano a una convivenza pacifica, fondata sulla giustizia. E continuiamo a pregare per la pace.

Leone XIV guarda con dolore anche ad un altro scenario di guerra, quello che si sta vivendo Pakistan e Afghanistan teatro nei giorni scorsi di scontri.

Elevo la mia supplica per un ritorno urgente al dialogo. Preghiamo insieme, affinché prevalga la concordia in tutti i conflitti nel mondo. Solo la pace, dono di Dio, può sanare le ferite tra i popoli.

Il Pontefice, infine, assicura la sua vicinanza alle popolazioni dello Stato brasiliano di Minas Gerais, “colpite da violente inondazioni”, con la preghiera per “le vittime, per le famiglie che hanno perso la casa e per quanti sono impegnati nelle operazioni di soccorso”. In conclusione, un saluto speciale ad un gruppo di camerunesi “che vivono a Roma, accompagnati dal Presidente della Conferenza Episcopale di quel Paese, che, a Dio piacendo, avrò la gioia di visitare nel mese di aprile”.



Fonte Vatican News

01 mar 2026 12:43