La cultura che non si arrende
“La cultura attuale tende a pensarci isolati e in competizione. Invece il lavoro, l’economia, la politica, la comunicazione non si sostengono sul genio di leader solitari, ma su esperti di relazioni sociali. Quando cresce la vita comunitaria, nella società come nella Chiesa, allora abbiamo creato la condizione perché possa germogliare la vita”. Così Papa Leone XIV nell’udienza ai partecipanti al Progetto Policoro della Conferenza episcopale italiana, ricevuti ieri mattina nel Palazzo Apostolico Vaticano.
Il Pontefice ha indicato quattro riferimenti per il futuro: “La bussola del vostro impegno è il Vangelo: in esso sta la vera forza che trasforma i cuori e il mondo”. “Un secondo riferimento – ha aggiunto Leone XIV – è l’insegnamento sociale della Chiesa. Lo studio della dottrina sociale vi permette di amare questo tempo e vi offre gli strumenti per interpretare la realtà”. “La terza risorsa – ha spiegato il Papa – è la comunità come incubatore di futuro”. Il Pontefice ha esortato: “Se sognerete insieme, se dedicherete tempo a far crescere percorsi condivisi, se amerete le vostre città, diventerete come il sale che dà sapore a tutto”.
Leone XIV ha ricordato “tanti padri e madri nello Spirito” citando “Francesco d’Assisi, Caterina da Siena, Giovanni Bosco, Bartolo Longo, Francesca Cabrini, Armida Barelli, Luigi Sturzo, Piergiorgio Frassati, Alberto Marvelli, Giorgio La Pira, Lorenzo Milani, Primo Mazzolari, Maria di Campello, Aldo Moro, Tina Anselmi, Pino Puglisi, Tonino Bello, Annalena Tonelli”.