Leone XIV e la Chiesa globale
A un anno di distanza dall’elezione al soglio di Pietro del primo papa americano, l’8 maggio 2025, dopo 12 anni di pontificato del papa venuto dal Sud del mondo, il governo della Chiesa da parte dell’agostiniano Leone XIV, al secolo Robert Francis Prevost, è entrato nel vivo con la pubblicazione dell’Enciclica Magnifica Humanitas, i viaggi apostolici in Africa, in Spagna e a settembre in Francia, seguiti da una pronunciata visibilità internazionale.
Una figura che ha iniziato a delinearsi sempre più, alla luce delle parole pronunciate ("pace disarmata e disarmante”, “unità e pace”), ma anche attraverso il confronto/scontro con gli Stati Uniti di Donald Trump, e i due cattolici membri-chiave dell’amministrazione JD Vance e Marco Rubio.
Arriva giovedì 18 giugno in libreria per la collana Pellicano Rosso dell’Editrice Morcelliana il nuovo libro di Massimo Faggioli, Leone XIV e la Chiesa globale (pp. 256, 20 euro), che comprende il commento dell’enciclica sociale Magnifica Humanitas, sul rapporto con le tecnologie e l’Intelligenza artificiale, con la giustizia sociale e la povertà, all’insegna di un nuovo umanesimo cristiano. Subito tradotto in lingua inglese, il saggio di Faggioli sarà presto pubblicato per il pubblico internazionale con il titolo Leo XIV and the Global Church. Unity and Peace per Liturgical Press, tradotto da Sr. Bernadette M. Reis fsp.
Faggioli, storico del cristianesimo formatosi in Italia e in Germania, dal 2016 professore ordinario nel Dipartimento di Teologia e Scienze religiose presso la Villanova University (Philadelphia), la stessa frequentata negli anni Settanta da papa Leone XIV, collabora con varie riviste italiane, tra cui «Jesus» e «Il Regno», ed è autore per Scholé dei libri Joe Biden e il cattolicesimo negli Stati Uniti (2021) e Da Dio a Trump. Crisi cattolica e politica americana (2025).
Il nuovo libro inaugura la sezione di studi da lui curata e dedicata ai cattolicesimi “Chiesa e mondo contemporaneo”.
Nel nuovo saggio l’autore – che lunedì 22 giugno alle 17:00 terrà presso la Pontificia Università Gregoriana di Roma una conferenza dal titolo “Pope Leo XIV and Global Politics: from the 2025 Conclave to Magnifica Humanitas” – ricostruisce le radici del papa nato a Chicago, la sua attività missionaria in Perù e la sua formazione accademica come canonista.
Dati biografici non secondari in un momento storico di frizione tra la Chiesa di Roma e gli Stati Uniti: dopo i dissidi tra il predecessore Francesco e l’amministrazione Trump, in vista del 250° anniversario della Dichiarazione di Indipendenza del prossimo 4 luglio, si avvia con Prevost una nuova fase nella quale la religione può davvero giocare un ruolo significativo anche dal punto di vista politico. Faggioli si sofferma infatti sulla posizione del cattolicesimo statunitense alla luce del sostegno del movimento MAGA, per cui il rapporto tra religione e politica è ridefinito in una direzione diversa, se non opposta, rispetto alla visione espressa dal magistero della Chiesa cattolica.
L’elezione di papa Leone XIV viene interpretata come segno dei tempi in questo momento storico di trasformazione e di ricerca di un nuovo ordine mondiale successivo alla fase di pace seguente alla Seconda guerra mondiale e alla Guerra fredda, bruscamente interrotta dallo scoppio della guerra in Ucraina e poi in Medio Oriente, per la quale l’America della seconda presidenza Trump sembra essersi ritagliata un ruolo nuovo, non più alleata, come da tradizione recente, con l’Occidente europeo.
Sullo sfondo di una globalizzazione profondamente in crisi, ancor più dopo l’apertura del conflitto in Iran e Libano, si è dischiusa negli ultimi mesi una fase di complessa ridefinizione dei rapporti internazionali e della crisi dell’ordine liberale, fondamentale anche per il futuro dell’Europa.
Ripercorrendo alcune tematiche chiave del papato da poco intrapreso, lo studioso si sofferma su questioni come la dottrina sociale cattolica, le migrazioni, la riforma liturgica, gli abusi e gli scandali finanziari, il rapporto con la secolarizzazione, con i cattolicesimi nel mondo con le altre religioni, che iniziano a identificare il modello di governo della Chiesa da parte di Leone XIV, evidenziando le continuità con Bergoglio ma anche i punti di rottura, le sua prossimità a Ratzinger, contrario al decostruzionismo radicale postmoderno, tracciando possibili scenari e linee programmatiche per il futuro.
Ne emerge una visione geopolitica atlantista classica, più vicina al cattolicesimo americano ed europeo post ‘45, che si differenza da Francesco ma anche dai toni di Trump e Vance, interagendo con un’Europa orfana, in una nuova fase imperiale made in USA: illuminato dagli insegnamenti di Agostino, per Leone XIV si palesano con chiarezza le sfide inedite che il pontificato sarà chiamato ad affrontare, e dalle quali dipendono l’unità stessa della Chiesa e la pace nel mondo.