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di MARIA CHIARA BIAGIONI 21 set 2026 10:23

Papa in Francia: un risveglio della fede

Francia in festa per l’arrivo del Papa, venerdì 25 settembre, a Parigi. Alle 10, orario in cui Leone XIV dovrebbe atterrare all’aeroporto di Orly, le campane delle chiese di tutta la Francia suoneranno per sette minuti per segnare l’inizio della visita apostolica. Quelle di Parigi suoneranno di nuovo alle 17. Le vie della capitale si animeranno per un momento di gioia e comunione fortemente voluto dall’arcidiocesi parigina. In papamobile, il Papa percorrerà un tragitto di due chilometri e mezzo dal Boulevard du Montparnasse, con partenza dalla chiesa di Notre-Dame-des-Champs, lungo il Boulevard Saint-Michel fino a Place Saint-Michel. Una “festa popolare aperta a tutti”, senza obbligo di iscrizione. Interamente pedonale e sorvegliato, il percorso è stato suddiviso in 12 zone, ognuna dotata di un checkpoint di sicurezza, e il passaggio da una zona all’altra non sarà possibile: una suddivisione che permette a tutti di essere accolti il più vicino possibile al percorso della papamobile, in condizioni di sicurezza. Abbiamo chiesto a mons. Celestino Migliore, nunzio apostolico in Francia, di raccontarci “il clima” che si respira in questi giorni di preparazione e attesa.

Come si sta preparando la Francia ad accogliere il Santo Padre?
C’è una grande attesa. I cattolici, e non solo loro, hanno molto apprezzato che Papa Leone abbia deciso di dedicare alla Francia uno dei suoi primissimi viaggi internazionali. La preparazione è intensa e direi entusiasta, se si considera che a pochi giorni dall’apertura delle iscrizioni i grandi eventi nelle tre città toccate dalla visita apostolica, Parigi, Lourdes e Metz, hanno registrato il tutto esaurito.

Secondo alcuni sondaggi più dell’80% dei francesi dichiara di avere un’opinione favorevole di Papa Leone.

Questo ampio consenso trascende le differenze religiose e generazionali. La sua serenità, la sua pace disarmata e disarmante e la capacità di trasmettere un messaggio chiaro e persuasivo sono percepite come un punto di forza e di fiducia.

Parigi, lavori in corso a Place de la Concorde (Foto Sir)

Il Papa ha certamente accolto un invito. Ma perché ha deciso di venire in Francia?
Spinto dal desiderio di venire a incontrare e confermare nella fede attiva e operosa i cristiani francesi, in particolare i catecumeni e i neofiti, ai quali dedicherà un’intera sessione presso l’Istituto cattolico di Parigi. La crescente domanda di battesimo tra gli adulti ha suscitato grande interesse, ammirazione e incoraggiamento da parte del Santo Padre che, già durante il Giubileo dei giovani, l’anno scorso, aveva voluto incontrare i giovani francesi, in particolare catecumeni e neofiti, per sentire da loro stessi come avessero maturato il desiderio di scoprire la figura di Gesù e come intendessero camminare nel solco del Vangelo.

La visita del Papa contribuirà a rafforzare questo interesse per Gesù Cristo e per la potenzialità del Vangelo e a trasformare i segni attualmente percepibili in un profondo e duraturo risveglio della fede.

Il Papa visiterà prima l’Unesco e poi, in memoria di Robert Schuman, la città di Metz. Si prospetta dunque un viaggio “oltre i confini francesi”. Quale significato rivestono questi due incontri?
Intanto, come si sa, l’Unesco ha la sua sede proprio a Parigi ed è un’organizzazione internazionale nella quale la Santa Sede è presente e attiva con una missione permanente di osservazione. Come dice la sigla stessa, l’Unesco si occupa principalmente di questioni attinenti all’educazione, alla scienza e alla cultura, strettamente collegate con la visione antropologica. La Chiesa considera che una retta antropologia sia prioritaria nella riflessione e nella decisione in ogni ambito della vita umana. L’educazione e la cultura stanno poi alla base della pace disarmata e disarmante che sta promuovendo Papa Leone. La visita a Metz, città dello statista Robert Schuman, uno dei massimi fautori della riconciliazione e della pace in Europa dopo la seconda guerra mondiale, offrirà al Santo Padre una tribuna privilegiata per lanciare un messaggio di pace e di coesione sociale nell’Europa esitante di oggi.

Il Papa e la Francia, Paese profondamente colpito da tanti dolori e attraversato, come tutti i Paesi europei, da problemi sociali profondi. Quale messaggio attende dal Santo Padre?

Un messaggio di speranza tra le difficoltà con cui la società francese si sta confrontando oggi.

Papa Leone non teme il futuro ma lo affronta con fiducia, rimanendo fedele all’essenziale: fede in Gesù Cristo, solidarietà e pace ovunque. Ci si attende di conoscere meglio il suo sguardo sulla crescente domanda di giovani e adulti di incamminarsi nella vita cristiana e la sua conferma nella fede e nell’impegno della Chiesa per il bene della società.

(Foto Illian Callé)

MARIA CHIARA BIAGIONI 21 set 2026 10:23