lock forward back pause icon-master-sprites-04 volume grid-view list-view fb whatsapp tw gplus yt left right up down cloud sun
Venezuela
di MARIA AVILA 07 apr 10:24

Sugli altari il dottore dei poveri

Papa Francesco ha approvato la beatificazione del dottor José Gregorio Hernandez, noto come “il dottore dei poveri, il 30 aprile. L’ha annunciato il card. Baltazar Enrique Porras Cardozo, arcivescovo di Mérida e amministratore Apostolico di Caracas. Per i venezuelani è iniziato il conto alla rovescia dopo la notizia, un segno di forte speranza per affrontare questo momento di crisi umanitaria in cui versa il Paese. Il tutto in mezzo alla pandemia, che ha messo in evidenza la fragilità umana e la necessità di proteggere la salute integrale di tutti, come lo fece il dottor José Gregorio Hernandez.

La cerimonia si terrà nello stadio Universitario dell’Università Centrale a Caracas. L’incaricato a presiedere la cerimonia sarà il card. Pietro Parolin in passato nunzio apostolico in Venezuela. Il dottor Fernández si caratterizzava per il suo servizio ai più poveri e a tutti coloro che ne avevano bisogno; era un grande professionista della medicina, uno scienziato, un pensatore e soprattutto un fervente credente in Dio in cui riponeva tutta la sua saggezza e la sua prestazione professionale e umana”. “Formatore di diverse generazioni di medici che ne hanno seguito il cammino, lucido conoscitore della realtà venezuelana, non si è mai fermato di fronte alle sfide, per quanto difficili, ma le ha sempre unite alla sua vocazione di servizio a Dio”.

L’annuncio della sua beatificazione rappresenta uno strumento per “rafforzare la speranza” che aiuterà il Venezuela a “superare questo stato di privazione e difficoltà che la popolazione sta vivendo, in particolare i più poveri e i più emarginati”. Nato il 26 ottobre 1864 ad Isnotú, José Gregorio Fernández Cisneros è il primo di sei fratelli. Si laurea in medicina a Caracas e prosegue gli studi a Parigi, Berlino, Madrid, New York. Divenuto docente universitario, introduce l’uso del microscopio nel Paese e fonda la cattedra di Batteriologia dell’Università di Caracas. Vive la sua professione come una missione, dedicandosi soprattutto ai più bisognosi ai quali spesso dona i farmaci. La sua forte fede lo porta ad entrare, nel 1908, nella Certosa di Farneta, in provincia di Lucca, per diventare monaco. Rientrato in Venezuela per motivi di salute, torna a studiare Teologia in Italia qualche anno dopo, frequentando il Pio Collegio Latino-americano di Roma. Ammalatosi, diventa Terziario francescano. Durante l’epidemia di febbre spagnola, accompagna e cura i malati. Il 29 giugno 1919 viene travolto da un’automobile mentre si sta recando in una farmacia di Caracas a comprare medicinali per un’anziana paziente. Morirà in ospedale poco dopo, invocando la Beata Vergine Maria.

MARIA AVILA 07 apr 10:24