Testimoni di riconciliazione in Terra Santa
“A voi, ordinati oggi a Gerusalemme, in questa terra bagnata dal sangue – sia sangue innocente che Sangue di Cristo – è affidata una vocazione speciale”. Con queste parole il patriarca latino di Gerusalemme, card. Pierbattista Pizzaballa, si è rivolto ai dieci frati francescani della Custodia di Terra Santa ordinati sacerdoti lo scorso 1° luglio nella basilica del Getsemani. Nell’omelia il patriarca ha richiamato il dramma di una terra segnata da violenza, divisioni e sofferenza, esortando i nuovi presbiteri a essere “testimoni” e portatori di “quel Sangue che riconcilia, unisce e perdona”.
“Il Sangue di Cristo è la vostra vita. È la sorgente del vostro sacerdozio, la forza del vostro ministero, la speranza della vostra salvezza”, ha affermato, indicando nel mistero pasquale di Cristo il fondamento della missione sacerdotale. Pizzaballa ha inoltre invitato i nuovi sacerdoti a custodire, nella loro vita e nel loro ministero, “i due gridi: quello dell’uomo, violento e peccatore, e quello di Gesù che salva”, perché “il sì dell’amore sia più forte di tutti i nostri no”. Un messaggio che assume un significato particolare nella Terra Santa di oggi, “bagnata dal sangue dell’uomo e anche dal Sangue di Cristo”, dove la vocazione della Chiesa resta quella di annunciare perdono, speranza e riconciliazione.
(Foto Cts)