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Andria
di M. VENTURELLI 14 lug 2016 00:00

Una strage tra gli ulivi. 27 morti in Puglia nello scontro tra due treni

Potrebbe essere ancora provvisorio il bilancio dell'incidente ferroviario accaduto ieri nel tratto tra Andria e Corato. Il cordoglio di papa Francesco e l'impegno a fare chiarezza del premier Renzi e del capo dello Stato Mattarella

Sono almeno ventisette i morti dello scontro avvenuto ieri mattina tra due treni locali in Puglia, tra le città di Corato e Andria. Una cinquantina i feriti, ma il bilancio resta ancora provvisorio per le gravi condizioni in cui versano alcuni dei passeggeri dei treni. Sui convogli coinvolti viaggiavano studenti, pendolari, pensionati.

Di tragedia inammissibile ha parlato sin da subito il il capo dello Stato Sergio Mattarella, mentre il premier Renzi, che ha interrotto una visita a Milano per recarsi sul luogo della tragedia, ha chiesto “che sia fatta chiarezza, su tutto".

Il tragico incidente è avvenuto su un tratto della ferrovia amministrato dalla compagnia privata Ferrotramivia, in cui c’è un solo binario che i convogli devono impegnare solo dopo un apposito segnale inviato dalle stazioni di Andria o di Corato. Forse proprio il mancato segnale (sulle cause esatte dell’incidente sta indagando la magistratura) ha causato uno scontro frontale alla velocità di 100 chilometri orari tra i due convogli.

Apocalittica, come hanno documentato le immagini che in breve hanno fatto il giro del mondo, la scena che si è presentata ai soccorritori, tanto che il sindaco di Corato, tra i primi ad accorrere sul posto, ha parlato di scenario simile a quello dei disastri aerei, con resti dei due convogli sparsi in un raggio di centinaia e centinaia di metri dal luogo dell’impatto. I soccorsi sono iniziati subito e sono continuati per tutta la notte e col passare delle ore è andato progressivamente aumentando il bilancio della tragedia.

Tra le vittime, il particolare è stato reso noto a parecchie ore dall’incidente, anche un bracciante agricolo che stava lavorando in un uliveto a fianco della tratta ferroviaria, travolto e ucciso dai rottami staccatisi dai convogli
Questa mattina hanno preso il via all'istituto di Medicina legale di Bari, le operazioni di riconoscimento da parte dei parenti delle vittime. Poche quelle riconosciute subito dopo la tragedia. Ora bisognerà capire perché tutto questo, e una risposta la potrà dare la scatola nera di uno dei due treni recuperati. Il premier Renzi, arrivato in serata in Puglia, ha ribadito, come già ricordato, il massimo dell’impegno perché sia fatta chiarezza sulle cause e sulle responsabilità della tragedia. Il ministro dei trasporti Delrio, il primo rappresentante del governo ad arrivare sul luogo dello scontro, nelle prossime ore riferirà in Parlamento.

Anche papa Francesco, appreso della tragedia, ha fatto giungere il suo messaggio di cordoglio e di partecipazione al dolore delle famiglie delle vittime e dei feriti. “Appresa la notizia del grave incidente ferroviario avvenuto sulla linea Corato-Andria, nel quale hanno perso la vita numerose persone, sua santità Papa Francesco esprime la sua sentita e cordiale partecipazione al dolore che colpisce tante famiglie”. Così in un messaggio inviato a nome del Papa dal segretario di Stato, Pietro Parolin, all’arcivescovo di Bari-Bitonto, monsignor Francesco Cacucci, presidente della Conferenza episcopale pugliese, dopo lo scontro ferroviario avvenuto oggi in Puglia. “Egli – prosegue il messaggio – assicura fervide preghiere di suffragio per quanti sono tragicamente morti e, mentre invoca dal Signore per i feriti una pronta guarigione, affida alla materna protezione della Vergine Maria quanti sono colpiti dal drammatico lutto ed invia la confortatrice benedizione apostolica”.

In mezzo a tanto dolore c'è però da segnalare la straordinaria generosità dei pugliesi che in massa hanno raccolto l'invito lanciato dalla autorità sanitarie della Regione che, subito dopo lo scontro, hanno diramato un appello ai donatori di sangue. Lunghissime le code che si sono registrate davanti ai centri trasfusionali di molti ospedali pugliesi.

Dal 2009 ad oggi sulla rete ferroviaria italiana ci sono stati 120 incidenti gravi: 74 le vittime, quasi 300 i feriti. Le cause più frequenti sono le frane sui binari e la carenza di manutenzione delle infrastrutture, soprattutto nelle reti regionali, in particolare al Sud.
M. VENTURELLI 14 lug 2016 00:00