Faltas: Gerusalemme sia città della pace
“L’aggressione avvenuta a Gerusalemme nei riguardi di una suora francese purtroppo non resta un episodio isolato. Il video mostra una violenza difficile da immaginare nei confronti di una persona pacifica, una violenza che sconvolge per i gesti particolarmente brutali e ripetuti”. Così al Sir, padre Ibrahim Faltas, della Custodia di Terra Santa, stigmatizza l’aggressione alla suora francese avvenuta a Gerusalemme, nei pressi del Cenacolo, nei giorni scorsi ad opera di un estremista ebraico poi arrestato. L’arresto dell’uomo che ha compiuto l’aggressione, secondo il francescano, “può essere un deterrente per fermare questo genere di violenze e di molestie. La comunità internazionale che lavora a favore della pace dovrebbe proteggere Gerusalemme e chi abita la Città Santa per le tre religioni monoteiste, determinando le condizioni e le norme per una convivenza pacifica”. “Designare Gerusalemme, città universale della Pace –afferma – sarebbe un ottimo inizio per fissare un nuovo percorso della storia e per fermare la violenza che non appartiene a chi crede in Dio”. Concetti ribaditi anche nel corso del suo intervento oggi pomeriggio a Rimini, alla 48ma Convocazione nazionale del Rinnovamento nello Spirito. “Gerusalemme – ha osservato Faltas – è una città viva e bellissima quando non è attraversata da tensioni: le sue strade strette e ricche di umanità sono come arterie che portano la vita a un unico cuore”. Quando però aumentano i contrasti, la città si svuota, si ferisce, e diventa necessario il coraggio di uomini e donne di pace per “curare le sue ferite”. Città santa per ebrei, cristiani e musulmani, Gerusalemme resta una città divisa e contesa, dove spesso non c’è un vero incontro tra le persone ma solo “uno sfiorarsi di vite”, pur condividendo le stesse preoccupazioni, la stessa aria e lo stesso cielo. Eppure, sottolinea Faltas, “dovrebbe essere riconosciuta come città universale della pace”. Il frate della Custodia ha parlato di “popolazione stanca, provata da un dolore quotidiano, delusa dalle promesse di pace continuamente disattese”. Il pensiero di padre Faltas è andato al 7 ottobre 2023, a Gaza, alla Cisgiordania: “La violenza deve essere fermata prima che si trasformi in odio e alimenti la vendetta. Chi provoca e organizza le guerre non dovrebbe restare in case e uffici confortevoli, ma camminare tra le sofferenze di chi vive senza cibo, senza cure, senza dignità, guardando negli occhi il terrore dei bambini”. Faltas si è detto convinto che “le società civili israeliana e palestinese desiderano la pace: è responsabilità dei governanti trasformare questo desiderio in azioni concrete, perché chi non lo fa è responsabile davanti a Dio e alla storia”. “Ai giovani, segnati da traumi visibili e invisibili, è affidata la speranza attraverso il coraggio del perdono. Perché la pace – ha concluso – è un percorso che richiede impegno quotidiano: la forza resta la preghiera, la speranza il dialogo e la solidarietà tra esseri umani, unica strada possibile per difendere l’umanità e riconquistare il diritto alla pace”.
@Foto Calvarese/Sir