Mozambico: il progetto Salubrix entra nel vivo
Il progetto “Salubrix: servizi idrici e gestione dei rifiuti per la salute della popolazione in area urbana e peri-urbana in Mozambico”, di cui il Comune di Brescia è capofila, ora entra nel vivo. L'iniziativa ha l’obiettivo di migliorare l’erogazione dei servizi idrici e di gestione dei rifiuti solidi urbani a beneficio di più di 100.400 persone del Municipio di Maxixe, in provincia di Inhambane, realizzando il primo sito controllato per lo scarico di rifiuti del Mozambico, se si esclude l’area metropolitana di Maputo. Il progetto, del valore totale di 1,97 milioni di euro, finanziato dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Italiana attraverso l’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo per il 95%, è realizzato in collaborazione con Medicus Mundi Italia ETS, A2A Ciclo idrico, A2A Ambiente, Aprica Spa, il CeTAmb-Centro di ricerca sulle Tecnologie appropriate per la gestione dell'Ambiente nei paesi a risorse limitate dell’Università di Brescia, il Municipio di Maxixe, Águas da Região Sul e l’Università mozambicana UniSave. Dopo la posa della prima pietra del 16 marzo scorso a Maxixe, alla presenza di tutti partner del progetto, e l’avvio dei lavori di realizzazione dei tre nuovi sistemi di approvvigionamento dell’acqua, dal 21 al 28 giugno Brescia ospita la delegazione mozambicana, nell’ambito di uno scambio istituzionale e tecnico, che prevede visite in città e nei siti in cui opera A2A per il trattamento e la gestione dell’acqua e dei rifiuti solidi urbani. Lunedì 22 giugno la delegazione, composta Francisco Issufo, sindaco di Maxixe, Stelio Alfredo Ferrao, assessore alle Infrastrutture del Comune di Maxixe, Fabiao Liasse, Direttore di Águas da Região Sul e dal professor Joaquim Chitata di UniSAVE, è stata ricevuta dalla sindaca Laura Castelletti, dall’assessora all'Ambiente Camilla Bianchi, dal presidente del Consiglio Comunale Roberto Rossini, dal rettore dell’Università degli Studi di Brescia Francesco Castelli, dal presidente di Medicus Mundi Italia Ottavio Di Stefano e dal direttore Massimo Chiappa, e da Silvia Arici, responsabile del laboratorio chimico e dei processi di potabilizzazione di A2A Ciclo Idrico.
Il territorio di Maxixe, con oltre 159.000 abitanti, ha una bassa copertura e una scarsa efficienza nell’erogazione dei servizi idrici, e di raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani, a causa della dispersione geografica, di carenti risorse economiche e investimenti nella programmazione e gestione dei sistemi di utilità pubblica. La popolazione ha una limitata consapevolezza dei rischi alla salute legati all’uso di acqua contaminata e al non smaltimento dei rifiuti. Ciò genera problemi di inquinamento, salute pubblica e degrado ambientale.
In Mozambico, solo il 43% della popolazione ha accesso a fonti d’acqua potabile sicura. Nel municipio ci sono 69 fonti di acqua: 51 piccoli sistemi di approvvigionamento (acquedotti) e 18 pozzi a pompa manuale, con un tasso di copertura idrica del 43,71%. Solo i quartieri centrali sono forniti di acquedotto che capta l’acqua, di scarsa qualità, direttamente dal fiume Inhanombe e, dopo un processo di trattamento, lo distribuisce fino alle case. I quartieri più periferici sono riforniti con fonti a pompa elettrica e sistemi a pannelli solari, o da pompe manuali. Non esiste una rete di distribuzione che arrivi direttamente nelle case. Circa il 50% dell’acqua estratta viene persa durante il trasporto in rete, riducendo la quantità disponibile per la popolazione e causando lo spreco di quasi la metà della risorsa prelevata. Esiste un piccolo laboratorio di analisi dell’acqua ma non sufficientemente equipaggiato per poter garantire le analisi microbiologiche necessarie per la valutazione della risorsa idrica proveniente da fonti superficiali.
È stata effettuata una prima valutazione del sistema di potabilizzazione, distribuzione e gestione delle acque potabili, attraverso la raccolta e l’analisi di dati storici sulla qualità dell’acqua, sulla capacità e continuità del servizio di distribuzione, nonché la verifica della funzionalità e dell’efficacia delle diverse fasi del processo di trattamento.
L’assessment ha consentito di individuare le criticità e le vulnerabilità del sistema. In particolare, si sono riscontrati elevati valori di torbidità durante la stagione delle piogge e bassi livelli di cloro residuo in alcuni punti della rete di distribuzione, condizioni che possono aumentare il rischio di deterioramento della qualità dell’acqua lungo il sistema. Sulla base delle evidenze raccolte, verrà rinforzato il monitoraggio della qualità dell’acqua e il controllo operativo degli impianti, con l’obiettivo di individuare tempestivamente eventuali criticità e migliorare l’affidabilità e la sicurezza del servizio per la popolazione.
Contemporaneamente sono in corso le costruzioni dei 3 sistemi isolati di distribuzione dell’acqua, la cui conclusione è prevista per metà luglio 2026. Questi sistemi creano benefici in media per 300 famiglie ognuno, totalizzando quindi 900 famiglie e circa 4.500 persone.
A inizio giugno si sono avviate le attività di sensibilizzazione nelle comunità e nelle scuole sul corretto e sostenibile utilizzo dell’acqua, sulle buone pratiche per prevenire i rischi di infezioni e malattie, evitando gli sprechi, con una fase pilota nella locale scuola internazionale One World Academy. Queste sessioni sono tenute da studenti della locale Università SAVE, dei corsi di Ambiente e Sostenibilità Comunitaria e di Ingegneria Civile, supervisionati da due docenti di quei corsi, sulla base di un manuale elaborato dal gruppo di lavoro.
Il progetto prevede anche, nel prossimo futuro: della messa in funzione di un laboratorio per l'analisi microbiologica dell’acqua, di cui è stato lanciato il concorso per la fornitura dei materiali necessari a renderlo funzionante; la formazione e l’assistenza tecnica, da parte di CeTAmb/Unibs e A2a Ciclo idrico, per migliorare la gestione e il trattamento dell’acqua, e per l’utilizzo di nuove tecnologie; l’allacciamento di 400 nuove utenze per 12.000 persone nel processo di espansione dell’acquedotto esistente; l’introduzione di un nuovo software GIS per il monitoraggio dell’impianto di potabilizzazione dell’acqua del fiume Inhanombe e della rete di distribuzione; il monitoraggio e le verifiche della funzionalità dell’impianto di potabilizzazione e sulla qualità dell’acqua, con una ricerca ad hoc condotta da CeTamb/Unibs.
Nel Comune di Maxixe la raccolta e la gestione dei rifiuti solidi urbani (Rsu) avviene in soli 5 dei 19 quartieri della città. Non esistono cestini e cassonetti, neppure nei luoghi di maggiore concentrazione umana. L’80% della popolazione brucia i rifiuti in casa, utilizza sistemi informali quali buche nel terreno, o li disperde sulle spiagge e per le strade, con evidenti conseguenze per la salute e per l’ambiente. I pochi mezzi di raccolta e trasporto disponibili conferiscono i rifiuti in una cava fuori città nella quale vengono accumulati rifiuti a cielo aperto senza preparazione del terreno sottostante e senza controllo dell'ingresso/uscita degli stessi o di personale autorizzato.
Dal 24 maggio al 7 giugno, a Maxixe, sono state svolte attività di ricerca applicata e raccolta dati sul sistema locale di gestione dei rifiuti urbani. Le attività hanno riguardato la caratterizzazione dei rifiuti nell’attuale discarica, con osservazioni sulla composizione e sulle modalità di conferimento, e la definizione della produzione pro capite dei rifiuti attraverso indagini presso famiglie e mercati cittadini. È stato effettuato un confronto tecnico e svolte attività formative con UNISAVE, con l’obiettivo di rafforzare la collaborazione scientifica e lo scambio di conoscenze sul tema della gestione sostenibile dei rifiuti. Il lavoro prosegue con l’analisi dei dati raccolti, finalizzata a individuare soluzioni adeguate al contesto di Maxixe per migliorare il sistema di raccolta, ottimizzare la gestione dei rifiuti e fornire raccomandazioni tecniche utili alla progettazione della nuova discarica controllata. Lo stato di avanzamento dei lavori di realizzazione del nuovo sito controllato per il conferimento dei rifiuti solidi urbani, in un’area di 4 ettari a Mangapane, è giunto a circa il 50%. Sono previste le costruzioni adiacenti di un magazzino attrezzi, un ufficio e spogliatoi per i lavoratori
Il progetto prevede inoltre di realizzare: la dotazione di nuovi mezzi e attrezzature di posizionamento, raccolta e conferimento dei rifiuti (skip loader, retroescavatore, compattatore, camioncini per la raccolta porta a porta, benne, bidoni), di cui é stato lanciato il concorso internazionale per la loro acquisizione; la creazione di punti di raccolta in 10 quartieri nei quali non esiste raccolta e smaltimento; il CETAMB (Unibs), con il supporto di A2A Ambiente, studierà la migliore opzione tecnica per lo smaltimento con minore impatto ambientale, valutando la possibilità di impermeabilizzazione (“a sacco”) e di raccolta del percolato; la sensibilizzazione nelle comunità e nelle scuole sulle buone pratiche di smaltimento dei rifiuti; la riduzione dell’uso di prodotti pericolosi e la prevenzione dei rischi per la salute dei cittadini.