La Santa Sede non parteciperà al Board of Peace
L’Italia ha accettato l'invito della Casa Bianca e domani sarà alla prima riunione del Board of peace, a Washington, come "paese osservatore" e in nome dell'obiettivo più alto della pace.Il ministro degli esteri e vicepremier Antonio Tajani lo ha confermato ieri in Parlamento, nella doppia audizione tra Camera e Senato. Contrarie e unite le opposizioni che firmano un documento per dire no "in qualunque forma" a quel tavolo, non essendo "conforme ai principi fondamentali previsti dall'articolo 11 della Costituzione né al diritto internazionale".
La Santa Sede, pur avendo ricevuto un formale invito dal presidente Usa Trump, ha invece fatto sapere che "non parteciperà al Board of Peace per la sua particolare natura, che non è evidentemente quella degli altri Stati". Lo ha affermato il segretario di Stato Vaticano, il card. Pietro Parolin, a margine del bilaterale, a cui ha preso parte anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, sede della ambasciata d’Italia presso la Santa Sede.
Alle domande dei giornalisti sul fatto che l’Italia parteciperà come osservatore al Board of Peace, Parolin ha fatto notare che “ci sono punti che lasciano un po' perplessi. Ci sono alcuni punti critici che avrebbero bisogno di trovare delle spiegazioni. La cosa importante - ha aggiunto il cardinale - è che si stia tentando di dare una risposta. Però, per noi ci sono alcune criticità che dovrebbero essere risolte". "Una preoccupazione", ha spiegato il porporato, "è quella che a livello internazionale sia soprattutto l'Onu che gestisca queste situazioni di crisi. Questo è uno dei punti su cui abbiamo insistito".