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Roma
di LUCA PEYRON 08 lug 2026 16:26

Se anche l’Onu non basta più: l’IA, Gaza...

Il report Onu sull'intelligenza artificiale conferma dati già noti, ma la vera notizia è un'altra: il multilateralismo arranca, e Gaza drammaticamente lo dimostra. Tra Nazioni Unite e Magnifica Humanitas di Leone XIV, la sfida non è più rimandabile: serve davvero il coraggio di sperimentare risposte concrete, subito, senza altri rinvii

Nel 2025 l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha costituito un panel internazionale con il compito di offrire una valutazione scientifica indipendente sulle capacità, opportunità e rischi emergenti dell’intelligenza artificiale. Nei giorni scorsi il panel ha restituito un report ed è sufficiente scorrerne l’indice per riscontrare elencate le questioni emergenti, note e meno evidenti, sull’IA.

Le capacità dell’intelligenza artificiale avanzano più rapidamente della capacità di misurarle e governarle; solo pochi attori hanno addestrato modelli di frontiera; risorse, applicazioni e risultati sono distribuiti in modo diseguale sul piano geografico e linguistico; il divario nell’IA riguarda non solo l’accesso, ma anche la possibilità di influenzarne lo sviluppo; perché l’IA sia utile, occorre un ambiente favorevole; l’IA agentica segna un cambiamento decisivo nella governance; l’IA può indebolire la realtà condivisa e sta trasformando i diritti umani, compresi quelli dei bambini. Per il futuro il report evidenzia come prossimi passi interessanti e necessari saranno mettere a fuoco IA e ambiente; IA e sicurezza dei minori; strumenti di governance dell’IA e valutazione della loro efficacia; applicazioni dell’IA nello spazio, nelle tecnologie quantistiche, nei sistemi giuridici e nei mercati finanziari.

Il report è un tassello ulteriore che riprende in modo più tecnico le questioni che Magnifica Humanitas di Leone XIV sistematizza in termini di senso. Un report che non ci racconta dati non noti, ma che ha tuttavia il pregio di generare attraverso i media una maggiore consapevolezza ma, purtroppo, qui si ferma. Le questioni sono troppo grandi perfino per le Nazioni Unite che, in effetti, con la perdita di efficacia del multilateralismo e del diritto internazionale, poco o nulla di più sembrano poter fare. Gaza drammaticamente insegna. Cosa resta a ciascuno di noi, ed alle organizzazioni, di queste fotografie, dei manifesti, delle parole, dei convegni che si celebrano in ogni dove. Anche dell’enciclica del Papa? Dare concreta ed effettiva risposta a queste domande mi pare sia necessario, doveroso e soprattutto ineludibile.

L’IA è una tecnologia ed una cultura: chiede risposte concrete ed una cornice di pensiero che ne sia all’altezza. Il report, in un suo passaggio, è lapidario: “I decisori politici si trovano di fronte a un dilemma: devono prendere fin da ora decisioni rilevanti sulla governance dell’intelligenza artificiale, pur disponendo di basi scientifiche insufficienti, oppure attendere che emergano prove più solide, rischiando però che sia ormai troppo tardi per intervenire”. Aggiungerei, senza la diplomazia che un organismo delle Nazioni Unite deve avere, che talora chi deve decidere spesso è carente anche delle informazioni di cui già disponiamo. Ma non sa, anche con quelle, che pesci prendere. Riprendo allora una fortunata espressione di Papa Francesco: “Preferisco una Chiesa accidentata, ferita e sporca per essere uscita per le strade, piuttosto che una Chiesa malata per la chiusura e la comodità di aggrapparsi alle proprie sicurezze” (Evangelii Gaudium, 49).

Qui in gioco non ci sono questioni di dottrina: possiamo e dobbiamo tentare di più, mettere mano al nostro pezzo di muro senza paura che venga un po’ storto. Mi sia concesso dire che quello che dobbiamo fare non sono convegni in cui si riassume il contenuto di Magnifica Humanitas, ma momenti in cui riflettere perché si è giunti qui e da qui come giungere a domani. Sperimentando, pensando, cercando nuovi schemi, modi, architetture. Non è il tempo della glossa, è il tempo della gloria: cioè dell’assumersi il peso. Nazioni Unite e Magistero ci hanno dato di che pensare, ora è tempo di agire.


@Foto Ansa/Sir

LUCA PEYRON 08 lug 2026 16:26