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Roma
di MARIA CHIARA BIAGIONI 28 feb 2026 18:35

Solo la diplomazia salva

Rete Italiana Pace e Disarmo esprime in un comunicato la sua “più ferma condanna” all’operazione militare congiunta denominata “Ruggito del leone”. “Esplosioni vicino al palazzo presidenziale, colonne di fumo nero nel cielo della capitale iraniana. Cittadini nei rifugi, ospedali evacuati, sirene d’allarme in tutto Israele mentre già partono i missili di risposta. L’intera regione mediorientale è di nuovo precipitata nel baratro”, si legge in un comunicato diffuso oggi. La Rete riunisce movimenti, associazioni, enti e organizzazioni promuovendo campagne per la pace e il disarmo. “Ribadiamo con forza quanto già affermato nelle nostre recenti prese di posizione”, scrivono nel comunicato. “Nessun obiettivo geopolitico giustifica la violenza militare e il suo inevitabile carico di morti, feriti e distruzione tra le popolazioni civili. L’attacco missilistico di Usa e Israele contro l’Iran non aiuterà le società civile iraniana a liberarsi del regime teocratico ma darà nuove motivazioni a Teheran per accelerare ed avviare in modo più esteso il proprio riarmo ed rafforzare la repressione interna”.

La Rete esprime anche “solidarietà e vicinanza” al “popolo iraniano che da anni lotta in modo pacifico e nonviolento contro un regime teocratico e repressivo che non esita a uccidere i propri cittadini”.  Libertà, diritti, giustizia, democrazia “si ottengono con la forza del diritto e non le operazioni militari e nuove forme di colonialismo o di protettorati”. La Rete si rivolge quindi al Governo italiano e a quelli della Unione Europea chiedendo loro di “dissociarsi da questa follia, di richiedere la convocazione immediata del Consiglio di sicurezza dell’Onu e di interdire l’uso delle basi, dei porti e degli aeroporti alle forze armate degli Stati Uniti impiegate in questa guerra illegale”. La Rete chiede pertanto “l’immediata cessazione delle operazioni militari”; “il ritorno urgente alla diplomazia, ripristinando i canali negoziali che erano in corso sotto mediazione omanita e con il coinvolgimento dell’Aiea; “un impegno dell’Unione Europea affinché assuma un ruolo attivo” e “la protezione delle popolazioni civili , che sono le prime vittime di ogni escalation militare”.


@Foto AFP/Sir

MARIA CHIARA BIAGIONI 28 feb 2026 18:35