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Brescia
26 ago 2026 00:02

Afrobrix 2026: musica, moda e culture

Dal 4 al 6 settembre, al Centro Comboni di Brescia in viale Venezia, torna "Afrobrix", giunto alla sua settima edizione: il primo Festival italiano dedicato all’afrodiscendenza.

Tre giorni, dalle 18 alle 24, di musica, cultura, arte, moda e cinema per valorizzare le realtà afrodiscendenti e afroeuropee, a partire dal contesto socioculturale nel quale vivono e si esprimono. La missione di Afrobrix è, da un lato, promuovere la multiculturalità, intesa come espressione di una pluralità di appartenenze culturali e identitarie; dall’altro, favorire l’inclusione e l’interazione tra le comunità di seconda generazione e la cittadinanza bresciana.

"Afrobrix" racconta la bellezza e l’importanza dell’afrodiscendenza come componente sociale eterogenea, multiforme e complessa, una forza capace di arricchire e trasformare la cultura, l’arte e la società nel loro insieme.

"Quest’anno Afrobrix - commenta il direttore artistico, padre Fabrizio Colombo - è più che mai una dichiarazione politica, nel senso più alto della parola: parlare di polis significa parlare di come scegliamo di stare insieme. E noi scegliamo una città dove le radici africane non sono un problema da gestire, ma una ricchezza e un dono reciproco di umanità. La terra che abitiamo è di tutti quelli che la abitano. Ci sono regole da rispettare, certo, ma senza pregiudizi. Esiste anche la possibilità concreta di vivere in armonia, sapendoci una sola umanità: un’Italia senza confini e senza razze, che non ha nessuno da rimandare indietro. Per questo celebriamo l’afrodiscendenza per quello che già è: parte viva della cultura italiana, dall’arte alla musica, dallo sport al cinema. Un’Italia nuova sta crescendo".

Ad aprire l’edizione 2026, venerdì, sarà Lelis Sylel, artista romano di origini nigeriane, che unisce una scrittura prevalentemente sentimentale a un timbro delicato e riconoscibile. Attraverso una semplicità essenziale e una costante sfumatura malinconica, Sylel cerca un contatto diretto con il pubblico, con l’obiettivo di trasmettere emozioni vere, genuine e autentiche.

A seguire Amaro, rapper bresciano originario della Costa d’Avorio. Il suo rap è uno sfogo per l’anima: le sue rime raccontano esperienze di vita e una visione della realtà profondamente personale.

Sul palco arriverà poi il gospel di One Sound, band nata all’interno della comunità ghanese di Brescia. La formazione attraversa diversi generi, tra cui reggae, jazz e highlife, intrecciandoli con la propria dimensione spirituale. Il gruppo canta in diverse lingue, in particolare inglese, italiano e twi, una delle lingue più diffuse in Ghana. Le loro voci si incontrano in armonie che, canzone dopo canzone, raccontano storie di speranza, amore e fede.

A chiudere la serata sarà Djelyba Système, band burkinabè capitanata dal cantante Dris Djely. Depositario della tradizione orale africana, Dris Djely si inserisce nella ricca tradizione dei griot, custodi di un patrimonio ancestrale che per secoli ha tramandato la memoria e la genealogia di numerose famiglie africane.

Sabato sarà la volta di Sawa, artista originario del Burkina Faso, che si muove tra rap e hip-hop. I fondamenti concettuali del suo lavoro partono dalla realtà e dal modo in cui sceglie di raccontare ciò che vive. La filosofia che attraversa i suoi progetti è quella della fedeltà a sé stesso, con l’obiettivo di coinvolgere il pubblico e farlo immedesimare nelle sue parole e nelle sue produzioni.

A seguire Arya, cantante R&B di origine venezuelana. Nel 2026 pubblica Pronto, il suo album d’esordio: un lavoro intimo e stratificato che mette al centro la vulnerabilità come forma di espressione e che la conferma come una delle voci più personali e consapevoli della nuova scena soul italiana.

A chiudere la serata sarà Kora Beat, formazione dal sound world-jazz nata dall’idea del maestro e polistrumentista senegalese Cheikh Fall. La band è composta da Cheikh Fall (band leader), Samba Mbaye (batteria), Simone Bellavia (basso), Jacopo Albini (sax) e Badara Dieng (percussioni). Il gruppo è noto per la capacità di fondere la tradizione musicale dell’Africa occidentale con ritmi contemporanei e sonorità afrodiscendenti, dando vita a un linguaggio musicale originale e contaminato.

L’ultima serata del Festival si aprirà con il duo trap composto da $karLeider & Cassè Soulja. Italia e Senegal si incontrano tra barre e beat, in un progetto nel quale sonorità urban contemporanee fanno da sfondo a due artisti emergenti della nuova scena musicale.

A seguire Nasser, cantante bresciano di origine egiziana. Nelle sue canzoni, interpretate sia in arabo sia in italiano, affronta i temi dell’immigrazione e dell’integrazione, muovendosi su un tappeto pop melodico contemporaneo.

A chiudere la settima edizione di "Afrobrix" sarà Chris Obehi, nome d’arte di Christopher Goddey. Nato in Nigeria nel 1998, nella sua musica mescola elementi di cantautorato, pop e funk, rendendo omaggio all’afrobeat e, in particolare, alla figura di Fela Kuti, uno dei suoi massimi rappresentanti a livello internazionale.

Venerdì e sabato, prima dei concerti, è previsto il DJ set di KSOULMUSIC, nome d’arte di Prince Asiedu. Beatmaker attivo dal 2022, KSOULMUSIC nasce artisticamente da un’autentica fascinazione per il fingerdrumming, che lo ha portato a esplorare le possibilità ritmiche e sonore della Machine+ e della leggendaria SP-404. Le sue produzioni sono un viaggio tra jazz, soul e boom bap, nel quale l’estetica calda e organica dei vinili si fonde con l’energia dell’hip-hop strumentale. Ogni beat è costruito con cura, con l’intento di evocare le atmosfere dorate del passato e reinterpretarle attraverso un tocco personale e contemporaneo.

Per la seconda volta "Afrobrix" dedica uno spazio alla moda. Domenica sera sarà infatti possibile assistere a un fashion show realizzato da King AMIR Couture, brand emergente di moda e haute couture. Il marchio unisce l’eleganza sartoriale a forti influenze culturali della diaspora africana. Lo stilista intende celebrare l’eccellenza, la forza e l’identità della cultura nera attraverso capi dallo stile deciso ed elegante. Le sue creazioni raccontano storie e intrecciano vibrazioni africane e completi moderni, realizzati attraverso tagli sartoriali e su misura.

A completare il programma ci sarà un’ampia proposta enogastronomica e un market dedicato all’artigianato africano e contemporaneo. Saranno presenti numerosi stand con prodotti agricoli africani coltivati sul territorio e specialità della cucina eritrea, etiope, ivoriana, burkinabè, senegalese e camerunese. Decine di espositori proporranno inoltre accessori, abiti, scarpe e borse in wax, il caratteristico tessuto africano in cotone dai colori vivaci e dalle numerose fantasie. Non mancheranno oli essenziali, burro di karité, olio di cocco, burro di cacao, succhi di frutta e prodotti agricoli con verdure africane.

L’evento è organizzato dal Centro Afrobrix – Missionari Comboniani con Fondazione Nigrizia, in collaborazione con Associazione Centro Migranti – Diocesi di Brescia, ADL a Zavidovici e K-Pax, con la collaborazione del Comune di Brescia.

Il Festival è sostenuto da Fondazione della Comunità Bresciana, Fondazione ASM, Fondazione Cariplo e Associazione Cuore Amico. L’appuntamento con "Afrobrix" proseguirà nel 2027 con Afrobrix Film Festival, al cinema Nuovo Eden di Brescia, con un programma dedicato a proiezioni, incontri, letteratura e arte.



©Nasser, immagine dalla pagina Facebook Afrobrix



26 ago 2026 00:02