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Brescia
di ADRIANO BIANCHI 07 feb 09:12

29 maggio: memoria liturgica di Paolo VI

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Con un decreto della Congregazione del culto divino e la disciplina dei sacramenti papa Francesco ha stabilito una data che a Brescia era attesa

Il prossimo 29 maggio celebreremo per la prima volta la festa liturgica di San Paolo VI. A stabilirlo è stato il Papa tramite un decreto della Congregazione del culto divino e la disciplina dei sacramenti. “Considerata − si legge − la santità di vita di questo Sommo Pontefice, testimoniata nelle opere e nelle parole, tenendo conto del grande influsso esercitato dal suo ministero apostolico per la Chiesa sparsa su tutta la terra, papa Francesco, accogliendo le petizioni e i desideri del popolo di Dio, ha disposto che la celebrazione di san Paolo VI, papa, sia iscritta nel calendario romano generale, il 29 maggio, con il grado di memoria facoltativa”. La nuova memoria liturgica, la cui data corrisponde al giorno dell’ordinazione sacerdotale di Giovanni Battista Montini avvenuta nel Duomo di Brescia nel 1920, “dovrà essere inserita in tutti i calendari e libri liturgici per la celebrazione della Messa e della Liturgia delle Ore”. Si completa così il lungo percorso della canonizzazione di papa Montini. Come bresciani non possiamo che gioirne. A Brescia siamo custodi di molte testimonianze e luoghi eminenti legate alla sua vita. Tra questi, nella scelta della data del 29 maggio, si distinguerà la nostra Cattedrale dove Montini divenne prete, dove tutti i preti della nostra diocesi sono stati consacrati sacerdoti. Una scelta che è anche un richiamo e che c’impegna come comunità cristiana nella preghiera e nella promozione in particolare delle vocazioni al presbiterato. Indubbiamente abbiamo bisogno anche oggi di preti bresciani santi come san Paolo VI. “Come l’apostolo Paolo − si legge ancora nel decreto − papa Montini ha speso la vita per il Vangelo di Cristo, valicando nuovi confini e facendosi suo testimone nell’annuncio e nel dialogo, profeta di una Chiesa estroversa che guarda ai lontani e si prende cura dei poveri. La Chiesa è sempre stata il suo amore costante, la sua sollecitudine primordiale, il suo pensiero fisso, il primo fondamentale filo conduttore del suo pontificato, perché voleva che la Chiesa avesse maggior coscienza di se stessa per estendere sempre più l’annuncio del Vangelo”.

ADRIANO BIANCHI 07 feb 09:12