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di RAFFAELLA FALCO 08 ott 2026 08:31

Dio ride... con me

Chi l’ha detto che servono i miracoli per attirare le folle e per riempire le chiese? A far accorrere la gente non basta la forza di una parola – la Parola – pronunciata in un certo modo, con la bocca, con la mimica e con un corpo che è semplicemente diventato quello che dice? O è quella Parola che calza a pennello su chi non ha paura di essere veramente se stesso? Nel film “Dio ride” di Giovanni Veronesi mi pare di intuire una risposta.

Siamo nel 1600, ai tempi dell’inquisizione. Da una parte, preti, vescovi, cardinali, Papa, questi ultimi con nome e cognome: Vincenzo Maculani e Innocenzo X realmente esistiti, con ruoli importanti nei processi inquisitori tra i quali quello a Galileo Galilei. Davanti a loro una manciata di fedeli devoti e compunti, ambienti sontuosi, chiese che si svuotano e lingua latina. Dall’altra, gente – tanta – per lo più poveri, analfabeti, donne, uomini, vecchi e bambini, sorridenti, sorpresi, attenti, impazienti, piegati in due dalle risate, riuniti per ascoltare… un’omelia! Sì, un’omelia nel suo vero significato: “L’omelia (dal latino homilia, dal greco homileín = “conversare, intrattenere”) è la spiegazione della Parola di Dio che il ministro della Chiesa (vescovo, presbitero o diacono) rivolge ai fedeli” (dal sito cathopedia.org). Il pulpito? Un sasso, un ponticello, una grotta, le acque del fiume… I banchi? La natura, l’aria aperta, i boschi… La lingua? Il volgare che tutti parlano e tutti conoscono. Il predicatore, un frate, fra Leopoldo da Casamacchia, personaggio di finzione, ma ricostruito con ricchezza di particolari nel contesto della sua epoca e interpretato magistralmente da Pierfrancesco Favino, così autentico, che non lo distingui da altre figure di frati realmente esistiti, veri discepoli di San Francesco.

Non puoi non farti prendere dalle sue parole, dal modo di raccontarti il Vangelo, che un analfabeta come lui non ha letto da nessuna parte, ma di cui ha colto l’essenza: “Ci vuole poco. Ti giri e la fede se n’è andata, perché la fede è potente come una valanga e delicata come il fiocco di neve. Io su ’sta cosa mi rompo la testa tutti i giorni. Ma quanta fede c’ho dentro? A me mi pare tanta!”. La risposta non tarda ad arrivare ed è una scena di una bellezza che toglie il fiato. Così ridi e poi piangi ed è questa spontaneità, il contagio che ne segue, a fare proseliti e a dare fastidio a qualcuno… Non puoi ridere di Dio! “Io non rido di Dio. Io ci rido insieme”. Sì, perché questo è il Vangelo che indosso e che mi sta alla perfezione, fatto su misura per me. Già… “Siamo noi che facciamo una vita che non è la nostra”.

RAFFAELLA FALCO 08 ott 2026 08:31