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Brescia
di PIERANTONIO TREMOLADA 15 set 2023 09:10

I passi della fede

Con una lettera il vescovo Pierantonio presenta la nuova proposta di Iniziazione Cristiana. L’obiettivo è creare un rapporto di continuità con il cammino ordinario della vita parrocchiale.

Carissimi sacerdoti e fedeli tutti,

l’accompagnamento nella fede dei bambini, delle ragazze e dei ragazzi è uno dei compiti più importanti che la comunità cristiana è chiamata ad assumere. Investire le migliori energie in questo impegno cruciale è una scelta saggia e molto opportuna. Pensare ai ragazzi, poi, significa necessariamente coinvolgere i loro genitori, primi educatori dei loro figli a tutti i livelli.

Negli ultimi vent’anni la nostra diocesi di Brescia si è dedicata con molto impegno alla cura della fede dei più piccoli. Lo ha fatto avviando un processo di rinnovamento che per due decenni ha segnato la vita delle comunità cristiane. Quando si compiono scelte importanti è sempre saggio stabilire successivamente momenti di valutazione. L’esperienza, alla fine, è ciò che veramente conta.

È quanto abbiamo voluto fare, attivando nella nostra diocesi un ascolto a tutti i livelli che ci ha impegnato per due anni, coinvolgendo ragazzi, genitori, catechisti, presbiteri. È stato un ascolto che possiamo definire sinodale, davvero molto efficace. E qui colgo l’occasione per ringraziare tutti coloro che lo hanno promosso e accompagnato con passione. Frutto di questo intenso lavoro è la proposta di Iniziazione Cristiana per bambini, ragazze e ragazzi che qui intendo presentare. Chiedo alla diocesi di assumerla con fiducia.

L’aspetto qualificante di questa proposta di Iniziazione Cristiana è costituito dalla natura del suo percorso. Si tratta di un cammino che trae ispirazione dall’antico itinerario catecumenale degli adulti, applicato però al vissuto dei ragazzi. Lo scopo non è semplicemente quello di prepararli dottrinalmente a ricevere i Sacramenti, ma di accompagnarli per cinque anni in una significativa esperienza della vita cristiana: far gustare loro la verità e la bellezza di quella vita nuova che il Signore Gesù ci ha donato attraverso la sua opera di redenzione. Questa vita non può essere semplicemente spiegata. Deve essere sperimentata nelle sue singolari caratteristiche. Il Libro degli Atti degli Apostoli ci è di grande aiuto nell’identificare tali caratteristiche. In un passaggio significativo (At 2,42-47) le descrive così: l’ascolto della Parola di Dio, la preghiera, la fraternità, la celebrazione liturgica (soprattutto dell’Eucaristia), l’impegno per il servizio dei più poveri, l’apertura missionaria. Tutto questo deve essere inteso come Iniziazione Cristiana dei nostri ragazzi.

Mi preme dire subito che nella nostra diocesi un simile obiettivo è stato ben identificato dal rinnovamento della catechesi per i ragazzi proposto vent’anni fa. Quanto ora intendiamo attuare, dopo una rivisitazione dell’esperienza, si pone in piena continuità con il cammino compiuto da allora. La strada era già stata aperta e su questa si intende proseguire. Le novità andranno piuttosto ricercate nel modo in cui si ritiene opportuno oggi – a vent’anni di distanza – dare concreta attuazione ad un simile progetto.

Si è pensato a un’esperienza di Iniziazione Cristiana scandita dalla proposta di moduli o passi della fede, cioè di esperienze di catechesi concentrate sull’essenza del Cristianesimo. I primi due moduli intendono aiutare bambini e genitori a vivere la verità del Battesimo (il momento della celebrazione e poi il tempo successivo); altri cinque moduli riguardano il compimento del percorso di iniziazione, che prevede la celebrazione degli altri Sacramenti. L’attenzione dei passi della fede viene concentrata sulla persona di Gesù (il mistero di Cristo), sulla paternità di Dio, sulla vita secondo lo Spirito e sull’Eucaristia. Ognuno di questi moduli è pensato in modo tale da chiamare in causa quegli aspetti dell’esperienza cristiana di cui si è detto sopra. Si intuisce, per esempio, che non si potrà venire introdotti al mistero di Gesù se non leggendo i Vangeli, rivolgendosi a lui nella preghiera, vivendo la fraternità che ci raccomanda, aiutando nel suo nome i più bisognosi, sentendosi da lui chiamati a promuovere il bene di tutti.

Con ciò abbiamo detto l’essenziale. Un’ulteriore novità della proposta riguarda tuttavia i tempi. Si suggerisce di concentrare questa proposta di catechesi per moduli nei tempi forti dell’anno liturgico (Avvento e Quaresima), con momenti più distesi rispetto all’ora settimanale. L’incontro settimanale, tuttavia, non verrebbe meno. Assumerebbe la forma di un momento in oratorio da vivere secondo lo spirito oratoriano, con giochi e attività varie, uno spazio di preghiera, la merenda, ecc. La partecipazione a questo incontro settimanale sarà caldeggiata ma rimarrà libera. La proposta intende valorizzare l’oratorio – a noi molto caro – e creare un rapporto di continuità tra l’Iniziazione Cristiana dei ragazzi e il cammino ordinario della vita parrocchiale. Inoltre, intende armonizzarsi al meglio con i percorsi associativi per ragazzi come ACR e AGESCI, che – per loro natura – già contengono alcuni aspetti tipici dell’Iniziazione Cristiana. Questa proposta, infine, ha caratteristiche di flessibilità che intendono consentire un più facile inserimento a quei bambini e a quelle famiglie, oggi sempre più numerose, che non hanno ancora ricevuto il Battesimo o vengono da percorsi di fede non ordinari. Un simile cambiamento richiederà il suo tempo. Senza premura ci orienteremo in questa direzione.

Anche la figura dei catechisti subirà un cambiamento significativo. Ad ogni catechista sarà affidato un modulo che egli preparerà con la dovuta cura e che vivrà con i ragazzi in uno dei tempi forti (non più settimanalmente). Auspichiamo che una simile proposta consentirà a persone ancora relativamente giovani e impegnate nel lavoro di dare la loro disponibilità per la catechesi dei ragazzi. La pratica aiuterà a capire sempre meglio come andrà svolto questo prezioso servizio dei catechisti, sapendo che, in ogni caso, lo stile sarà esperienziale.

Un’attenzione particolare andrà conferita al legame affettivo che unisce i ragazzi ai loro catechisti: è molto importante che questo non venga meno.

Il coinvolgimento dei genitori nel cammino di fede dei loro figli va considerato assai rilevante. Non dovrà tuttavia assumere l’aspetto di un obbligo. Sarà piuttosto un’occasione per vivere un’esperienza utile e arricchente. Non è fuori luogo parlare di una possibilità di evangelizzazione per i genitori, da sperimentare con serenità nell’ambito della comunità cristiana di appartenenza. Si dovrà tenere in alta considerazione la sostenibilità della proposta e puntare molto sulla sua qualità. Il numero degli incontri per i genitori dovrà essere contenuto e i momenti andranno pensati in modo tale da favorire legami di reciproca conoscenza e accoglienza, secondo uno stile evangelico. Sarà importante che i genitori si sentano sostenuti dalla comunità parrocchiale nel loro compito educativo e vengano aiutati ad accompagnare i loro figli nell’esperienza che stanno vivendo.

Tornando al percorso di Iniziazione Cristiana dei ragazzi, voglio precisare che esso avrà, di norma, la durata di cinque anni. Prenderà avvio all’età di sei anni e termi nerà all’età di undici anni. Ritengo opportuno che un simile cammino si concluda entro il tempo della fanciullezza e si avvii con la preadolescenza un percorso nuovo, con caratteristiche specifiche e diverse figure educative.

Per quanto riguarda la distribuzione dei moduli nel percorso di iniziazione, essa dipenderà anche dalle decisioni riguardanti la collocazione dei sacramenti, cioè l’ordine della loro celebrazione. Su questo punto, che ha visto in questi anni un acceso confronto in diocesi, alla luce di quanto emerso dall’ascolto di tutti e in particolare dal confronto avvenuto all’interno dei due Consigli diocesani, presbiterale e pastorale, ritengo si debba procedere nel modo seguente: il primo anno preveda l’introduzione all’essenza della vita cristiana (modulo del mistero di Cristo); gli altri tre anni saranno contrassegnati dalla celebrazione dei sacramenti, che andrà pensata secondo quest’ordine: nel secondo anno del cammino la celebrazione del sacramento della Cresima (tempo pasquale); nel terzo anno del cammino, la celebrazione della Riconciliazione sacramentale e nel quarto anno la celebrazione della Prima comunione (tempo di Pasqua); il quinto anno avrà la forma di una mistagogia sull’Eucaristia, con una attenzione particolare alla celebrazione domenicale. Attraverso i moduli della vita secondo lo Spirito, della paternità di Dio e dell’Eucaristia, i ragazzi saranno aiutati a vivere i Sacramenti come un momento di grazia.

Ecco dunque il percorso di Iniziazione Cristiana per i nostri ragazzi e ragazze. Esso si pone in continuità con l’intuizione che vent’anni fa ha mosso i passi di una importante riforma e insieme presenta alcune novità derivanti dalla valutazione dell’esperienza vissuta.

Affido all’azione provvidente dello Spirito santo il nostro cammino e da lui invoco luce e forza per i ragazzi e le ragazze, i loro genitori, i presbiteri, i catechisti e tutte le comunità cristiane. Invoco anche su tutti noi l’intercessione della Beata Vergine Maria, confidando nella sua amorevolezza e nel suo materno soccorso. Attraverso di lei ci giunga la benedizione del Signore e sia per noi motivo di conforto e di sicura speranza.

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PIERANTONIO TREMOLADA 15 set 2023 09:10