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Brescia
di TINO DECCA 05 dic 2019 10:53

Il Natale contro l’indurimento del cuore

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Don Tino Decca indica, nell'amore incondizionato verso il prossimo, il modo migliore per avvicinarsi ai sentimenti di Cristo in questo Natale

Il Figlio di Dio che si fa uomo ci pone di fronte a un profondo dilemma della storia: perché?. “Cur Deus Homo” si chiedeva S. Anselmo d’Aosta. Questa domanda accende tantissime riflessioni. Desidererei che questo quesito ci accompagnasse in questo Natale, complicato come lo sono stati tutti i Natali, dal primo. Una serie di difficoltà e di circostanze avverse hanno accolto quel bambino. Ma Egli è diventato la pietra di inciampo per ogni storia e ogni uomo che voglia prendere sul serio la propria vita. Anche Gesù è stato educato da sua madre e suo padre, dalla sua frequentazione alla sinagoga e, oso pensare, anche dalle circostanze del suo tempo. Ma l’educazione è qualcosa del cuore, si diceva, e qualcun altro afferma con audacia che i ragazzi, i bambini, sono cuori da accendere. Ma i cuori possono soffrire alcune patologie. Papa Francesco, qualche anno fa, additava come mali nella Chiesa alcune malattie spirituali; tra questi mali la sclerocardia. Questo, che è l’indurimento del cuore, avviene per cattiverie recondite o perché ci si vuole difendere dalla vita e dai suoi contraccolpi. Un ispessimento, quindi, dovuto a una difesa da prove esterne. Questo porta alla conseguenza dell’impietrimento mentale e spirituale: ossia coloro che posseggono un cuore di pietra e “la testa dura”; di coloro che, strada facendo, perdono la serenità interiore, la vivacità e l’audacia e si nascondono sotto le carte diventando macchine di pratiche e non uomini di Dio. È pericoloso perdere la sensibilità umana necessaria per piangere con coloro che piangono e gioire con coloro che gioiscono! È la malattia di coloro che smarriscono i sentimenti di Gesù perché il loro cuore, col passare del tempo, si indurisce e diventa incapace di amare incondizionatamente il Padre e il prossimo. Allora l’antidoto quale può essere? Il Natale. È importante che ciascuno di noi diventi discepolo di quel bambino che fa umane tutte le cose. Ci darà un cuore nuovo e uno spirito nuovo. Ecco, l’augurio più bello è che con i sentimenti di Cristo si possa arrivare a provare il suo stesso Amore, fino alla fine. È questo l’augurio che l’Associazione vuole estendere alle proprie scuole e alle comunità che le accolgono e le sostengono.

TINO DECCA 05 dic 2019 10:53