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di ALBERTO CAMPOLEONI 03 mag 10:12

Insegnanti stressati

Stress, esaurimento nervoso, burn out… Sono parole che descrivono in buona sostanza la situazione di una parte degli insegnanti italiani.

Stress, esaurimento nervoso, burn out… Sono parole che descrivono in buona sostanza la situazione di una parte degli insegnanti italiani. Quegli insegnanti che tutti i giorni si misurano con bambini e ragazzi nelle aule delle scuole e alcuni dei quali – lo hanno riportato le cronache recentissime – si trovano in situazioni talvolta drammatiche, di grande frustrazione. In realtà non è questa la fotografia della scuola, tuttavia non si può sottovalutare un fenomeno – quello dello stress dei docenti – che sembra assumere dimensioni sempre più importanti. Da tempo è sotto i riflettori. Una ricerca recente ha analizzato la situazione di stress lavorativo causato dall’attività di insegnamento attraverso questionari standardizzati e analisi statistiche per misurare il peso emotivo del rapporto con alunni sempre più problematici e genitori quantomeno poco “collaborativi”. L’analisi ha interessato un campione di 300 insegnanti della scuola dell’infanzia e del primo ciclo e si è occupata anche di mettere in relazione la cosiddetta sindrome di burn out con eventuali elementi “protettivi”, come ad esempio fattori sociali (tra l’altro, l’eventuale supporto ricevuto nei momenti di difficoltà), emotivi (le competenze emotive e relazionali possedute dal docente) e cognitivi (in particolare le concezioni degli insegnanti sullo sviluppo intellettivo degli alunni, e sulla rilevanza che riveste il processo di insegnamento-apprendimento).

La ricerca ha permesso di delineare un profilo del docente caratterizzato da un livello medio di esaurimento emotivo e depersonalizzazione e basso di realizzazione personale. Il 24% dei docenti esaminati soffre di “esaurimento emotivo” di livello medio e il 20 % di livello alto. Sommando i dati, risulta che il 44 % degli insegnanti coinvolti nella ricerca accusa malesseri che vanno dall’ansia all’insonnia e, nei casi più seri mal di testa, ulcera, mal di pancia, irritazione e tristezza. Non sono dati confortanti e vanno a rinforzare l’idea della “professione docente” come professione a rischio e tutto sommato poco supportata. I motivi prevalenti del burn out? Il rapporto diretto con gli allievi, spesso problematico; l’organizzazione scolastica e l’assenza di una rete di sostegno; fattori di personalità (come tendenze nevrotiche, introversione, scarsa autostima, passività, aggressività). I rimedi: supporto ai docenti, lavoro di rete, formazione. E una crescita – vale aggiungere – di consapevolezza collettiva che la scuola – e i docenti – sono un bene prezioso.

ALBERTO CAMPOLEONI 03 mag 10:12