L'AI al servizio dell'uomo
“Se la Buona Notizia non è fatta conoscere anche nell’ambiente digitale, potrebbe essere assente nell’esperienza di molti per i quali questo spazio esistenziale è importante”. Così scriveva Benedetto XVI, nel 2013, per la Giornata mondiale delle comunicazioni sociali. Con l’intelligenza artificiale stiamo vivendo una nuova rivoluzione industriale che ha trasformato e sta trasformando la nostra società. Corriamo il rischio di farci trovare impreparati. Abitare questa porzione di mondo significa anche liberare energie utili per la relazione con le persone. L’intelligenza artificiale è uno strumento che può aiutare l’organizzazione delle nostre parrocchie e dei nostri incontri. Possiamo, allora, valorizzare le potenzialità tecnologiche senza trascurare la dimensione umana ed etica dell’evangelizzazione? In Australia, ad esempio, le scuole cattoliche di Brisbane hanno introdotto un sistema per accompagnare gli insegnanti nelle attività quotidiane senza perdere di vista i riferimenti valoriali. La Diocesi di Brescia, che si è dotata da tempo di una Commissione di apostolato digitale, ha accettato volentieri la sfida lanciata dalla Congregazione della Sacra Famiglia di Nazareth. Il cuore dell’innovazione proposta dall’Associazione Formazione Giovanni Piamarta riguarda, infatti, l’approccio all’intelligenza artificiale generativa. L’ente ha scelto di non subire questa tecnologia, ma di governarla con finalità etiche. È nato così il progetto “Fedeli alle radici, protagonisti nel digitale”. L’obiettivo di “Piamarta Lavoro & Sviluppo” è democratizzare l’accesso all’intelligenza artificiale, mettendola a servizio non solo delle grandi industrie manifatturiere, ma anche e soprattutto delle imprese e del Terzo Settore. Cooperative sociali, enti del no-profit, associazioni e realtà parrocchiali potranno accedere a percorsi formativi per imparare a utilizzare l’IA per ottimizzare le proprie risorse, migliorare la comunicazione sociale e snellire la burocrazia, rimettendo l’uomo – e non l’algoritmo – al centro della decisione. A 140 anni dalla prima opera di padre Piamarta, che seppe leggere i segni dei tempi, oggi si cercano le modalità e gli strumenti per offrire a tutti la capacità di affrontare il futuro da protagonisti.














