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di MAURILIO LOVATTI 08 apr 09:05

La sensibilità ambientale

A oltre cinque anni di distanza, come possiamo valutare gli effetti dell’enciclica Laudato si’? Sul piano culturale è cresciuta la consapevolezza dell’emergenza ambientale. I giovani sono diventati in tante realtà protagonisti nel generare un cambiamento di mentalità. Non mi riferisco solo ai momenti più eclatanti (come Greta Thunberg e il movimento Friday for Future) ma anche alle piccole realtà che non fanno notizia. In molte scuole superiori l’enciclica è stata studiata e discussa. In varie parrocchie e diocesi l’educazione ambientale è divenuta parte integrante della catechesi e delle omelie. A livello internazionale si è rafforzata la consapevolezza dei governi a rafforzare gli accordi per la riduzione delle emissioni. Adesso, col governo Draghi, anche l’Italia può svolgere un ruolo più incisivo nelle politiche ambientali.

L’istituzione del Ministero per la transizione ambientale non è solo un’alchimia di governo: unire le competenze dell’ambiente a quelle dell’approvvigionamento energetico può favorire una maggiore efficacia nelle politiche ambientali. La partita si giocherà sulla capacità di spesa dei fondi europei. La lotta ai cambiamenti climatici, a cui verrà riservato il 30% dei fondi europei (la più alta percentuale di sempre per il bilancio dell’Ue) può diventare davvero significativa. L’obiettivo europeo è arrivare a tagliare del 55% le emissioni entro il 2030. La possibilità di investire cospicue risorse nell’ambiente e per la riduzione dell’uso di fonti d’energia non rinnovabili o ad alta emissione ora è realistica. Bloccare l’uso del carbone e diminuire quello degli altri combustibili fossili, incentivare le fonti rinnovabili, ridurre la dispersione termica degli edifici tramite il bonus fiscale del 110%, costruire rapidamente nuove linee ferroviarie ad alta velocità per ridurre il trasporto aereo e autostradale, incrementare il riciclo dei rifiuti e chiudere per sempre le discariche: obiettivi che solo un paio di anni fa sembravano incerti e lontani, adesso sono potenzialmente più vicini. La pubblica amministrazione sarà in grado di spendere questi fondi nei tempi stretti dettati dalla Ue? Faremo a tempo a bloccare il riscaldamento globale prima che diventi irreversibile? È una sfida che richiede il contributo di tutti. Anche i piccoli gesti quotidiani (evitare sprechi, riciclare correttamente i rifiuti, usare l’auto solo quando necessario, ecc.) sono utili a favorire l’impegno collettivo per il creato.

MAURILIO LOVATTI 08 apr 09:05