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Brescia
di CLAUDIO ZANARDINI 09 mag 09:02

Maggio mese della fioritura

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Un mese con il ricordo costante della Vergine è una prassi diffusa e affermata in varie chiese cristiane. In occidente è maggio il mese mariano. È il mese della fioritura, il mese delle rose

Un mese con il ricordo costante della Vergine è una prassi diffusa e affermata in varie chiese cristiane. Il rito bizantino ha il suo mese mariano già dal XIII secolo. Si tratta del mese d’agosto, centrato sulla solennità della Dormizione (Assunzione), la massima festa mariana dell’oriente. Per i copti, il mese mariano è quello strutturato attorno al Natale.

In occidente è maggio il mese mariano. È il mese della fioritura, il mese delle rose che nel passato, non conoscendo tutte le forme ibride attualmente diffuse, fiorivano una volta all’anno appunto in questo mese. Possiamo comprendere perché la preghiera che facciamo con Maria si chiama Rosario: un serto di rose da offrire insieme a Colei che è “il fiore della Galilea” (San Girolamo). Poiché il mese di maggio lo viviamo quasi sempre nel tempo pasquale, padre Bevilacqua amava dire che con Maria si è in attesa della Pentecoste, come già nel cenacolo Ella attendeva lo Spirito santo con gli apostoli. Con il culto, la Chiesa in spirito e verità adora il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo, venera con particolare amore Maria Santissima, Madre di Dio, e onora con religioso ossequio la memoria dei Martiri e degli altri Santi. Riflettendo sul mistero del Cristo e sulla sua propria natura, la Chiesa è stata condotta a trovare, alla radice del primo e a coronamento della seconda, la stessa figura di Donna: la Vergine Maria, Madre appunto di Cristo e Madre della Chiesa. L’accresciuta conoscenza della missione di Maria si è tramutata in gioiosa venerazione verso di lei e in adorante rispetto per il sapiente disegno di Dio, il quale ha collocato nella sua Famiglia – la Chiesa – la figura di Donna, che nascostamente e in spirito di servizio veglia per essa e ne protegge il cammino, finché giunga il giorno glorioso del Signore.

Se si vuole considerare il posto che la Vergine Maria occupa nel culto cristiano, dobbiamo in primo luogo rivolgere la nostra attenzione alla sacra Liturgia; essa, infatti, oltre un ricco contenuto dottrinale, possiede un’incomparabile efficacia pastorale e ha un riconosciuto valore esemplare per le altre forme di culto. Volgendo lo sguardo sia alla Chiesa primitiva che a quella contemporanea, ritroviamo puntualmente Maria: là, come presenza orante insieme con gli Apostoli; qui come presenza operante con la quale la Chiesa vuol vivere il mistero di Cristo: ...fa’ che la tua santa Chiesa, associata con lei (Maria) alla passione del Cristo, partecipi alla gloria della risurrezione; e come voce di lode con la quale vuole glorificare Dio: ...per magnificare con lei (Maria) il tuo santo nome; e, poiché la Liturgia è culto che richiede una condotta coerente di vita, essa supplica di tradurre il culto alla Vergine in concreto e sofferto amore per la Chiesa.

CLAUDIO ZANARDINI 09 mag 09:02