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Brescia
di DAVIDE INVERNIZZI 15 ott 2026 07:56

Pavoni: i dettagli fanno la differenza

Per parlare dei santi è necessario inserirli nel contesto storico in cui hanno vissuto, capire l’indole personale e interiorizzare ciò che ha dato fecondità alla loro vita. Così è per padre Lodovico Pavoni (1784-1849), sacerdote bresciano, che ricordiamo nel 10° anniversario della sua canonizzazione. Uomo deciso, laborioso e di poche parole, ha saputo amare la società e la Chiesa del suo tempo, affrontando le urgenti sfide educative che gli si presentavano innanzi. Un progetto educativo serio e la formazione dei giovani sono alla base del suo “Collegio d’arti” nato in San Barnaba, a Brescia, nella data simbolo del 1821. Una novità nel panorama pedagogico: unire la strutturazione della disciplina collegiale con la formazione lavorativa attraverso laboratori di artigianato, in cui ciascuno può crescere e divenire adulto. Il tutto è ancora più interessante perché il progetto educativo pavoniano non è rivolto ai bambini piccoli e nemmeno agli adulti, ma agli adolescenti, considerati da sempre i più complicati da formare. Pavoni, per le sue officine, non vuole usare il termine di “mestiere”, perché troppo vicino a una mentalità sfruttatrice e impersonale. I suoi artigiani sono artisti, perché nel lavoro che creano, mettono la loro personalità e la loro indole, i dettagli sono il marchio di un prodotto di qualità e di unicità. Proprio perché ogni ragazzo non è costruito in serie, chiede che ciascuno trovi la sua arte, la sua espressione massima nel mondo. E gli educatori che portano avanti il lavoro manuale ed educativo sono chiamati “Maestri d’arte”, che devono avere un cuore di padre, cioè autorevolezza, bontà d’animo capacità di discernimento. Per Pavoni adulti e ragazzi costruiscono insieme il presente e il futuro della società e della Chiesa, spesso sulle macerie personali del passato, animati da una profonda vita spirituale, forgiata da una famiglia religiosa di preti e laici dediti anche agli insegnamenti sulla fede. Lavoro e paternità possono essere ancora le basi per l’educazione alla religione e alla vita civile? Penso proprio di sì. In un mondo fluido e incerto, la ricchezza di santi sociali come Pavoni dice che noi tutti siamo costruttori, artigiani del mondo in cui viviamo. E accompagnare i giovani diventa compito essenziale per dare sicurezza e personalità al nostro “oggi”. Educare affinché i ragazzi comprendano sempre più la possibilità dell’essere artisti della loro e altrui storia, con uno stile che guarda alla particolarità di ciascuno e alle proprie capacità come insegna lo stile pavoniano, che attualizza semplicemente quel marchio fondamentale che è il Vangelo.

DAVIDE INVERNIZZI 15 ott 2026 07:56