Prega e ama
La sapienza spirituale suggerisce tanti modi per mettersi alla presenza del Signore e ognuno può scegliere il più adatto ai momenti, alla sensibilità personale o all’eventuale fatica che si decide di mettere in conto, ma… Ma come posso sapere se mi trovo davvero davanti a Lui? Mi devo fidare delle sensazioni positive o negative? Dei pensieri? Delle mie personali valutazioni? Dei segni che mi pare arrivino da lassù? Non sono la prima a porsi questa domanda. Una delle possibili risposte arriva da chi ha dedicato tutta la vita a cercare Dio, esplorando con estrema radicalità – e forse un po’ di follia – le vie più ardue e i deserti più impraticabili, per provare a placare la sete di infinito che l’essere umano porta con sé.
“Un giorno un giovane chiese all’anziano monaco, da tutti considerato una persona santa: ‘Come posso essere certo di essere alla presenza di Dio?’. Il monaco rispose: ‘Tu hai tanto controllo su di essa quanto hai potere di far sorgere il sole’. Esasperato, il giovane esclamò: ‘Ma allora a cosa servono tutti i nostri esercizi spirituali e le preghiere?’. ‘Tu fai queste cose, per essere certo di essere sveglio quando si leva il sole’. Una risposta spiazzante, che può lasciare l’amaro in bocca, come tutti i detti dei padri e delle madri del deserto che, è stato scritto, “desertificano le nostre certezze, aspergono di schiaffi le buone intenzioni di ogni giorno, i vaghi moralismi, offendono, feriscono, e, ad ascoltarne il fendente, salvano”. Proprio così. Una saggezza che intuisci capace di illuminare e dare un senso alla vita, ma, nello stesso tempo, così graffiante, da scartavetrarti dentro e aprirti un varco a nuovi vuoti, nuove domande e nuove risposte. E così a seguire: piccoli passi in avanti, qualche scivolata all’indietro, appigli e mani tese che salvano. Questa è la vita nello Spirito, il cammino interiore di chi fa sul serio con il Signore.
Facciamola pure anche noi la stessa domanda del giovane e ci sentiremo rispondere che no, non abbiamo il potere di far sorgere il sole, di controllare se Dio c’è quando preghiamo e, soprattutto, non ci è necessario saperlo. Ci basti essere svegli, quando ci mettiamo alla Sua presenza. Ed è già tanto, a volte troppo – o troppo poco – per una come me che vorrebbe di più, sempre di più: il sole lo vorrebbe acchiappare, tenerlo sempre acceso, lì a rischiarare le zone più buie dell’esistenza. Figurarsi se le basta sapere di essere sveglia quando sorge! Eppure, il detto non fa sconti: prega, fa’ gli esercizi, le meditazioni, ama e avrai la certezza di essere sveglia quando Dio arriverà. Chiaro? Non proprio, ma va bene così. Mi fa bene così. Punto.
(Foto Siciliani - Gennari/SIR)