lock forward back pause icon-master-sprites-04 volume grid-view list-view fb whatsapp tw gplus yt left right up down cloud sun
Città del Vaticano
di VATICAN NEWS 11 gen 07:45

La crisi si supera insieme

Ascolta

Ieri sera su Canale 5 una lunga intervista a papa Francesco. Tanti i temi toccati: dalla pandemia alla difesa della vita e dei deboli, al valore dell’unità nella politica e nella Chiesa

Riscoprirsi più uniti, più vicini a chi soffre, sentirsi fratelli per superare assieme la crisi mondiale causata dalla pandemia. È questo il messaggio con cui papa Francesco ha aperto l’intervista andata in onda ieri sera su Canale 5. “Da una crisi – ha ribadito il Papa - mai si esce come prima, mai. Usciamo migliori o usciamo peggiori. Si deve fare la revisione di tutto. I grandi valori ci sono sempre nella vita, ma i grandi valori vanno tradotti nella vita del momento”.

Interpellato dal giornalista Fabio Marchese Ragona, il Pontefice ha espresso il suo parere sui vaccini. “Io – ha affermato – credo che eticamente tutti devono prendere il vaccino. Non è una opzione, è un’azione etica. Perché ti giochi tu la salute, ti giochi la vita, ma anche giochi la vita degli altri. Si, si deve fare, Se i medici lo presentano come una cosa che può andare bene e che non ha dei pericoli speciali, perché non prenderlo? C’è un negazionismo suicida, in questo, che io non saprei spiegare”. Per il Pontefice, questo è il tempo di “pensare al noi e cancellare per un periodo di tempo l’io, metterlo tra parentesi. O ci salviamo tutti con il noi o non si salva nessuno”. Su questo parla diffusamente offrendo la sua riflessione sul tema che gli è caro della fraternità. “Questa – osserva – è la sfida: farmi vicino all'altro, vicino alla situazione, vicino ai problemi, farmi vicino alle persone”. Nemica della vicinanza è “la cultura dell'indifferenza?” Si parla, ha constatato, “di un sano menefreghismo dei problemi, ma il menefreghismo non è sano. La cultura dell'indifferenza distrugge, perché mi allontana”.

“L’indifferenza – è stato un altro passaggio dell’intervista – ci uccide, perché ci allontana. Invece la parola chiave per pensare le vie di uscita dalla crisi è la parola vicinanza”. Se non c’è unità, vicinanza, ha ammonito papa Francesco “si possono creare delle tensioni sociali anche all'interno degli Stati”. Ha parlato così della “classe dirigenziale” nella Chiesa come nella vita politica. In questo momento di crisi, è la sua esortazione, “tutta la classe dirigenziale non ha diritto di dire io… deve dire noi e cercare una unità di fronte alla crisi. In questo momento un politico, un pastore un cristiano, un cattolico anche un vescovo, un sacerdote, che non ha la capacità di dire noi invece di io non è all’altezza della situazione”.

Ancora, papa Francesco ha rilevato come la crisi dovuta alla pandemia abbia acuito la “cultura dello scarto” nei confronti dei più deboli, siano essi poveri, migranti o anziani. Si è soffermato in special modo sul dramma dell’aborto che scarta i bambini non voluti. “Il problema dell’aborto – ha avvertito – non è un problema religioso, è un problema umano, pre-religioso, è un problema di etica umana” e poi religioso. “È un problema che anche un ateo deve risolvere in conoscenza sua”. “È giusto – si è chiesto il Pontefice – cancellare una vita umana per risolvere un problema, qualsiasi problema? È giusto affittare un sicario per risolvere un problema?”.

Nel corso dell’intervista papa Francesco non ha mancato di commentare i drammatici fatti di Capitol Hill del 6 gennaio scorso. Ha confidato di essere “rimasto stupito”, considerata la disciplina del popolo degli Stati Uniti e la maturità della sua democrazia. Tuttavia, ha rilevato, anche nelle realtà più mature, sempre c’è qualche cosa che non va quando c’è “gente che prende una strada contro la comunità contro la democrazia contro il bene comune”. Ora che questo è scoppiato, prosegue, si è potuto “vedere bene” il fenomeno e si può “mettere il rimedio”.

Il Papa ha risposto infine su come personalmente stia vivendo le restrizioni dovute alla pandemia. Ha confidato di sentirsi “ingabbiato”, si è soffermato sui viaggi annullati per evitare gli assembramenti, ha parlato della speranza di visitare l’Iraq.

VATICAN NEWS 11 gen 07:45