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Roma
di AGENSIR 12 dic 12:25

La non violenza è uno stile

Diffuso il messaggio per la Giornata mondiale della pace che si celebra il 1° gennaio 2017. Il Papa fa un appello: "Le politiche di nonviolenza devono cominciare tra le mura di casa per poi diffondersi all’intera famiglia umana”. Poi “un appello in favore del disarmo, nonché della proibizione e dell’abolizione delle armi nucleari"

“Attingere alla nonviolenza nelle profondità dei nostri sentimenti e valori personali”. È l’invito contenuto nel Messaggio del Papa per la Giornata mondiale della pace, che si celebra il 1° gennaio 2017 sul tema: “La nonviolenza: stile di una politica per la pace”. All’inizio del messaggio, Francesco rivolge “auguri di pace” non solo “ai popoli e alle nazioni del mondo, ai capi di Stato e di governo, nonché ai responsabili delle comunità religiose e delle varie espressioni della società civile”, ma anche “ad ogni uomo, donna, bambino e bambina”, esortando a rispettarne la dignità “soprattutto nelle situazioni di conflitto”. “Che siano la carità e la nonviolenza a guidare il modo in cui ci trattiamo gli uni gli altri nei rapporti interpersonali, in quelli sociali e in quelli internazionali”, l’auspicio del Papa, secondo il quale “quando sanno resistere alla tentazione della vendetta, le vittime della violenza possono essere i protagonisti più credibili di processi nonviolenti di costruzione della pace”.

“Dal livello locale e quotidiano fino a quello dell’ordine mondiale, possa la nonviolenza diventare lo stile caratteristico delle nostre decisioni, delle nostre relazioni, delle nostre azioni, della politica in tutte le sue forme”, l’appello di Francesco, che nel 50° Messaggio per la Giornata mondiale della pace cita il primo, in cui il beato Paolo VI usò “parole inequivocabili” per rivolgersi “a tutti i popoli, non solo ai cattolici” ed affermare che “la pace è l’unica e vera linea dell’umano progresso, non le tensioni di ambiziosi nazionalismi, non le conquiste violente, non le repressioni apportatrici di falso ordine civile”. Papa Montini, a sua volta, richiamava il suo predecessore, Giovanni XXIII, che nella Pacem in terris “esaltava il senso e l’amore della pace fondata sulla verità, sulla giustizia, sulla libertà, sull’amore”. “Colpisce l’attualità di queste parole, che oggi non sono meno importanti e pressanti di cinquant’anni fa”, il commento di Francesco.

“Se l’origine da cui scaturisce la violenza è il cuore degli uomini, allora è fondamentale percorrere il sentiero della nonviolenza in primo luogo all’interno della famiglia”. Ne è convinto il Papa, che nel Messaggio per la Giornata mondiale della pace cita l'”Amoris Laetitia” per ribadire che “la famiglia è l’indispensabile crogiolo attraverso il quale coniugi, genitori e figli, fratelli e sorelle imparano a comunicare e a prendersi cura gli uni degli altri in modo disinteressato, e dove gli attriti o addirittura i conflitti devono essere superati non con la forza, ma con il dialogo, il rispetto, la ricerca del bene dell’altro, la misericordia e il perdono”. “Dall’interno della famiglia la gioia dell’amore si propaga nel mondo e si irradia in tutta la società”, afferma Francesco, secondo il quale “un’etica di fraternità e di coesistenza pacifica tra le persone e tra i popoli non può basarsi sulla logica della paura, della violenza e della chiusura, ma sulla responsabilità, sul rispetto e sul dialogo sincero”. 

Per questo “le politiche di nonviolenza devono cominciare tra le mura di casa per poi diffondersi all’intera famiglia umana”. Poi “un appello in favore del disarmo, nonché della proibizione e dell’abolizione delle armi nucleari: la deterrenza nucleare e la minaccia della distruzione reciproca assicurata non possono fondare questo tipo di etica”, assicura Francesco, che “con uguale urgenza” supplica “che si arrestino la violenza domestica e gli abusi su donne e bambini”. “L’esempio di santa Teresa di Gesù Bambino ci invita alla pratica della piccola via dell’amore, a non perdere l’opportunità di una parola gentile, di un sorriso, di qualsiasi piccolo gesto che semini pace e amicizia”, l’invito di Francesco, a partire dalla consapevolezza che “una ecologia integrale è fatta anche di semplici gesti quotidiani nei quali spezziamo la logica della violenza, dello sfruttamento, dell’egoismo”.


“Essere veri discepoli di Gesù oggi significa aderire anche alla sua proposta di nonviolenza”. A ricordarlo, citando Benedetto XVI, è il Papa che ribadisce che “il Vangelo dell’amate i vostri nemici” è “la magna charta della nonviolenza cristiana”, e “non consiste nell’arrendersi al male, ma nel rispondere al male con il bene, spezzando in tal modo la catena dell’ingiustizia”. “La nonviolenza – prosegue Francesco citando il Papa emerito – per i cristiani non è un mero comportamento tattico, bensì un modo di essere della persona, l’atteggiamento di chi è così convinto dell’amore di Dio e della sua potenza, che non ha paura di affrontare il male con le sole armi dell’amore e della verità. L’amore del nemico costituisce il nucleo della rivoluzione cristiana”. “Anche Gesù visse in tempi di violenza”, sottolinea il Papa: “Egli insegnò che il vero campo di battaglia, in cui si affrontano la violenza e la pace, è il cuore umano”. “Quando impedì a coloro che accusavano l’adultera di lapidarla e quando, la notte prima di morire, disse a Pietro di rimettere la spada nel fodero, Gesù tracciò la via della nonviolenza, che ha percorso fino alla fine, fino alla croce, mediante la quale ha realizzato la pace e distrutto l’inimicizia. Perciò, chi accoglie la Buona Notizia di Gesù, sa riconoscere la violenza che porta in sé e si lascia guarire dalla misericordia di Dio, diventando così a sua volta strumento di riconciliazione, secondo l’esortazione di san Francesco d’Assisi: ‘La pace che annunziate con la bocca, abbiatela ancor più copiosa nei vostri cuori'”.

“La costruzione della pace mediante la nonviolenza attiva è elemento necessario e coerente con i continui sforzi della Chiesa per limitare l’uso della forza attraverso le norme morali, mediante la sua partecipazione ai lavori delle istituzioni internazionali e grazie al contributo competente di tanti cristiani all’elaborazione della legislazione a tutti i livelli”. Lo scrive il Papa che ricorda che “Gesù stesso ci offre un ‘manuale’ di questa strategia di costruzione della pace nel cosiddetto Discorso della montagna”. “Questo è anche un programma e una sfida per i leader politici e religiosi, per i responsabili delle istituzioni internazionali e i dirigenti delle imprese e dei media di tutto il mondo”, l’invito di Francesco: “Applicare le Beatitudini nel modo in cui esercitano le proprie responsabilità”. Si tratta, spiega il Papa nel messaggio, di “una sfida a costruire la società, la comunità o l’impresa di cui sono responsabili con lo stile degli operatori di pace; a dare prova di misericordia rifiutando di scartare le persone, danneggiare l’ambiente e voler vincere ad ogni costo”. “Operare in questo modo”, in sintesi, “significa scegliere la solidarietà come stile per fare la storia e costruire l’amicizia sociale. La nonviolenza attiva è un modo per mostrare che davvero l’unità è più potente e più feconda del conflitto. Tutto nel mondo è intimamente connesso”. “La Chiesa Cattolica accompagnerà ogni tentativo di costruzione della pace anche attraverso la nonviolenza attiva e creativa”, assicura il Papa, ricordando che il 1° gennaio 2017 vede la luce il nuovo Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale. “Nel 2017, impegniamoci, con la preghiera e con l’azione, a diventare persone che hanno bandito dal loro cuore, dalle loro parole e dai loro gesti la violenza, e a costruire comunità nonviolente, che si prendono cura della casa comune”, l’invito di Francesco per l’anno nuovo ormai alle porte.


AGENSIR 12 dic 12:25