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Camerino
di REDAZIONE 17 giu 07:53

La speranza del Papa per i terremotati

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La visita a Camerino, a poco meno di tre anni dal sisma che ha messo in ginocchio tante comunità. L'incontro con le famiglie delle strutture abitativa emergenziali e con i bambini che hanno ricevuto la Prima Comunione

"Abbiate speranza, andate avanti", il Papa ha voluto lasciare questo messaggio dopo l'appuntamento alle Sae, le strutture abitative emergenziali, che ha visitato personalmente a Camerino.

Francesco si è fermato in sei abitazioni, ha abbracciato chi vi abita dentro, soprattutto anziani, li ha ascoltati, si è fatto in qualche modo portavoce delle loro necessità. Giù abitanti di queste casette, ci hanno detto, hanno sentito il Papa “come uno di loro”.

Francesco ha chiesto della vita quotidiana e di come scorrono le giornate in questo quartiere nato poco dopo il terremoto alle pendici del centro storico, ha assaggiato i dolci preparati per l’occasione. Si è soffermato a parlare con una signora di 92 anni, mettendo in luce in modo scherzoso: “Lei ha dieci anni più di me”.

"Sono vicino a ognuno di voi e prego per voi affinché questa situazione si risolva in prima possibile. Grazie per la vostra pazienza e il vostro coraggio“, Papa Francesco lo ha detto nello spazio di fronte alle casette, e lo ha fatto capire nei brevi colloqui dentro le abitazioni.

Poi ha dedicato del tempo anche alle persone che invece erano dietro le transenne nel parcheggio antistante, e che lo hanno aspettato fin dalle sette di mattina. Anche qui ha stretto le mani e si è soffermato a parlare con gli anziani, ma ha anche accarezzato i tanti bambini presenti.

Dunque, una visita di una mezz’ora circa qui alle Sae, ma che sicuramente rimarrà nel cuore di tante persone. Parole di speranza, per chi abitava prima nella zona rossa e che ha avuto la casa danneggiata, ma in molti si augurano che questa visita sproni anche le istituzioni a far partire la ricostruzione. A tre anni dal sisma che ha colpito il centro Italia, infatti, le case danneggiate di Camerino sono state solo messe in sicurezza, ma mancano progetti per la riedificazione.

Dopo la benedizione il Papa si è recato nella cattedrale di Camerino, che ancora porta i segni profondi del sisma di magnitudo 6.0. Scortato nella zona rossa, Papa Bergoglio ha indossato l’elmetto di protezione dei Vigili del fuoco e ha pregato in un silenzio surreale. A tre anni dal terremoto il tempo sembra essersi fermato, con le statue ancora distrutte, l’edificio puntellato, il dolore e la paura per l’irruenza della natura nei solchi delle pareti.

Momento centrale della visita è stata la Messa che papa Francesco ha celebrato in piazza Cavour, stretta tra il duomo e il palazzo ducale ancora visibilmente inagibili e feriti dal sisma.

Poco prima del suo ritorno in Vaticano Papa Francesco ha incontrato circa duecento bambini dell’arcidiocesi di Camerino-San Severino Marche che hanno ricevuto la Prima Comunione. All’incontro, aggiunto all’ultimo momento al programma del viaggio nella palestra del Centro sportivo dell’università di Camerino, hanno partecipato anche i genitori dei ragazzi e i loro catechisti.

L’incontro, con il quale il Papa “vuole abbracciare idealmente tutti i bambini e i giovani del territorio colpito dal sisma”, è iniziato proprio con le parole di uno dei bambini, Giovanni, che ha ricordato al Santo Padre i momenti del terremoto del 2016 e le difficoltà per loro e per Camerino, di rialzarsi dopo la “caduta”.

REDAZIONE 17 giu 07:53