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Roma
di REDAZIONE 12 apr 12:17

La speranza nasce dalla croce

Nella catechesi, il Papa ha parlato della Pasqua: “Crediamo che proprio nel Crocifisso la speranza è rinata. È una speranza diversa da quelle del mondo”

Le “speranze terrene” crollano “davanti alla croce, ma rinascono le speranze nuove, quelle speranze diverse”. Lo ha detto il Papa, nella catechesi dell’udienza di oggi, quando riferendosi all’ingresso di Gesù a Gerusalemme, celebrato domenica scorsa, ha ricordato che “quella gente riponeva in Gesù molte speranze: tanti attendevano da lui miracoli e grandi segni, manifestazioni di potenza e persino la libertà dai nemici occupanti”. “Chi di loro avrebbe immaginato che di lì a poco Gesù sarebbe stato invece umiliato, condannato e ucciso in croce?”, ha proseguito Francesco: “Le speranze terrene di quella gente crollarono davanti alla croce, ma noi crediamo che proprio nel Crocifisso la nostra speranza è rinata”. “È una speranza diversa da quelle del mondo”, ha precisato il Papa: “Di che speranza si tratta? Questa speranza che nasce dalla croce?”. “Ci può aiutare a capirlo quello che dice Gesù proprio dopo essere entrato a Gerusalemme”, la risposta: “Se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto”. “Proviamo a pensare a un chicco o a un piccolo seme, che cade nel terreno”, l’invito di Francesco ai 10mila fedeli presenti oggi in piazza San Pietro: “Se rimane chiuso in sé stesso, non succede nulla; se invece si spezza, si apre, allora dà vita a una spiga, a un germoglio, poi a una pianta, e la pianta darà frutto”.

“Gesù ha portato nel mondo una speranza nuova e lo ha fatto alla maniera del seme”, ha commentato il Papa. Se qualcuno di voi mi domanda come nasce la speranza: dalla croce”. Lo ha detto, a braccio, il Papa, che nella catechesi ha proseguito, sempre fuori testo: “Guarda la croce, guarda il Cristo crocifisso, è da lì che arriverà la speranza che non sparisce più, quella che dura fino alla vita eterna”. “E questa speranza è germogliata proprio per la forza dell’amore”, ha spiegato Francesco: “Perché l’amore che tutto spera, tutto sopporta, l’amore che è la vita di Dio ha rinnovato tutto ciò che ha raggiunto”. “A Pasqua, Gesù ha trasformato, prendendoli su di sé, il nostro peccato in perdono, la nostra morte in risurrezione, la nostra paura in fiducia”, ha spiegato il Papa: “Ecco perché lì, sulla croce, è nata e rinasce sempre la nostra speranza; ecco perché con Gesù ogni nostra oscurità può essere trasformata in luce, ogni sconfitta in vittoria, ogni delusione in speranza”.  “La croce è il passaggio obbligato, ma non è la meta: la meta è la gloria, come ci mostra la Pasqua”. Lo ha detto il Papa, che durante l’udienza di oggi ha citato “un’immagine bellissima”, che Gesù ha lasciato ai discepoli durante l’Ultima Cena, contenuta nel Vangelo di Giovanni: “La donna, quando partorisce, è nel dolore, perché è venuta la sua ora; ma, quando ha dato alla luce il bambino, non si ricorda più della sofferenza, per la gioia che è venuto al mondo un uomo”.

“Ecco: donare la vita, non possederla, e questo è quello che fanno le madri”, ha commentato Francesco a braccio: “Danno un’altra vita, soffrono ma poi sono gioiose e felici”. “L’amore dà gioia, l’amore dà alla luce la vita e dà persino senso al dolore”, ha proseguito il Papa: “L’amore è il motore che fa andare avanti la nostra speranza”, ha ripetuto due volte. Infine, un compito a casa: “A tutti ci farà bene fermarci davanti al Crocifisso, tutte voi ne avete uno a casa. Guardarlo e dirgli: ‘Con te niente è perduto. Con te posso sempre sperare. Tu sei la mia speranza’”. “Immaginiamo adesso il Crocifisso e tutti insieme diciamo a Gesù Crocifisso, per tre volte: tu sei la mia speranza”, l’invito ai 10mila fedeli, subito raccolto.

REDAZIONE 12 apr 12:17