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Breno
di GIULIANO CHIAPPARINI 26 mar 11:46

Le parrocchie nella rete internet

Le notizie passano attraverso i social, le radio, le tv e gli annunci funebri dei giornali. Importante il ruolo svolto da Radio Voce Camuna

L’attività nelle parrocchie è stata apparentemente azzerata dall’emergenza Coronavirus. L’impossibilità di potersi recare in chiesa per le messe ha tolto a molte persone, soprattutto gli anziani dei paesi più piccoli, non solo la possibilità di accostarsi materialmente ai sacramenti, ma anche il senso dell’essere comunità, di incontrare quasi ogni giorno persone amiche. La solitudine rischia così di rappresentare una sofferenza e un disagio forse maggiore della stessa paura di contrarre il virus. Inoltre già era costretto a casa dall’infermità, ora non può più avvalersi della visita del sacerdote per la comunione del primo venerdì del mese.

La quotidianità. Impossibile celebrare i funerali: chi muore in questi giorni se ne va con una semplice benedizione al camposanto davanti a pochi intimi. Spesso nemmeno i manifesti vengono più affissi. Le notizie passano attraverso i social, le radio, le tv e gli annunci funebri dei giornali. I sacerdoti celebrano senza popolo, ma non si arrendono. I mezzi tecnologici consentono dirette tramite Facebook come fanno ad esempio a Cividate e a Malonno. In altre parrocchie già attrezzate è la piccola radio parrocchiale a tornare utile.

Radio e televisione. Per le comunità che non dispongono di queste soluzioni è comunque possibile (anche in podcast) seguire ogni giorno la messa tramite Radio Voce Camuna, che la rilancia dal Duomo di Breno ogni mattina alle 8. Al pomeriggio, invece, si può accendere la tv su Teleboario per la messa con telecamera fissa dal Santuario dell’Annunciata (nella foto). Anche TelePontedilegno offre un servizio analogo per i paesi dell’Alta Valle. Messaggi, riflessioni e contatti passano ogni giorno attraverso i social. Le comunità cercano di restare unite, di mantenere i contatti, particolarmente in tempi in cui ci si sente più vulnerabili. È bello, in effetti, sentirsi parte di una rete di rapporti e di affetti, anche in questi giorni di forzata separazione. E passi che molti progetti, anche importanti saltano uno dopo l’altro. Verranno tempi migliori, sperando che il prezzo da pagare in termini di laceranti distacchi sia il più basso possibile. Intanto ci si sta organizzando per fare Pasqua comunque, pur rinunciando alla partecipazione diretta alle celebrazioni. Alcune parrocchie hanno dovuto sospendere anche la pubblicazione del consueto giornale o bollettino.

GIULIANO CHIAPPARINI 26 mar 11:46