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Brescia
di REDAZIONE ONLINE 25 feb 00:00

Raccolta differenziata. Quando e come cambieranno le abitudini della cittadinanza

La Loggia punta sulla raccolta rifiuti combinata per raggiungere gli obiettivi prefissati. Presumibilmente, intorno alla metà di marzo il Consiglio affiderà il mandato per la stesura del progetto definitivo

Procede spedito l’iter della Loggia per giungere a fine anno con un nuovo sistema di raccolta rifiuti. L’amministrazione punta sul combinato per raggiungere il 65% di differenziata contro l’attuale 40%. “Si parte con una proposta di soluzione coraggiosa – ha affermato il sindaco Emilio Del Bono - ma anche sostenibile finanziariamente e praticamente da parte dei cittadini”. Di tutto questo ne parliamo con l’assessore all’ambiente del Comune di Brescia Gianluigi Fondra

Può illustrare in cosa consiste il sistema “combinato” e come siete giunti a propendere per questa tipologia di raccolta?
Il combinato prevede un percorso che porterà alla raccolta domiciliare completa. Noi vogliamo coinvolgere i cittadini in un sistema di raccolta, gradualmente, senza troppi scossoni, che trasformi l’attuale tipologia di cassonetti stradali liberi in un sistema che innanzitutto valorizzi le frazioni di differenziata più preziose: carta, vetro, lattine e plastica. La raccolta verrà effettuata domiciliarmente con cadenze particolari che sono ancora allo studio nel progetto esecutivo, per cui, il cittadino, attraverso appositi secchielli o sacchetti (è ancora in fase di definizione), dovrà raccogliere queste frazioni avendole già separate in casa. La cosa importante è che fin da subito bisogna separare tutto nella propria abitazione, dividendo quello che è anche la frazione umida, che potrà essere conferita negli appositi cassonetti condizionati da un meccanismo chiamato a calotta che si aprirà con un badge per cui ogni riferimento verrà riconosciuto. Questo anche per la frazione secca, dell’avanzo, quella non differenziabile, avrà lo stesso cassonetto, il medesimo dispositivo. Dopo un anno di prova i cittadini potranno vedere nella propria bolletta quanto e cosa hanno separato, si introdurrà una tariffa puntuale: ogni utenza pagherà quello che ha effettivamente riciclato, vedendo riconosciuto lo sforzo, al contrario si pagherà una sorta di aggravio per chi non avrà deciso di riciclare. Una volta costruita un’esperienza diretta per ciascuno di noi si arriverà, anche e eventualmente, all’eliminazione dei cassonetti, in modo molto graduale.

Quindi, carta, plastica e vetro con il porta a porta e indifferenziato a calotta?
Io non amo questa definizione perché il porta a porta non esiste, è una semplificazione giornalistica, in realtà parliamo di una raccolta domiciliare. Dove si fa da 20 anni come a Milano o a Bergamo, in realtà, ci sono raccolte condominiali o comunque collettive in cui sussistono ancora i cassonetti, ma sono dentro le proprietà private. Dipende dalla dimensione degli agglomerati edili, è chiaro che nei villaggi, o nelle casette bifamiliari si utilizzeranno i secchielli, mentre nelle utenze più collettive si utilizzeranno altre strumentazioni. L’idea che ogni cittadino, fuori dal proprio uscio di casa, debba mettere un sacchetto o qualcosa di similare spaventa molti, ma non sarà così, per questo preferisco parlare di raccolta domiciliare.

Dall’opposizione, ma anche da alcune componenti della maggioranza, sono arrivate alcune critiche, sia per il sistema di raccolta scelto, per taluni troppo blando per altri inefficiente, sia per i costi che questo prevede, ancora non è chiaro, sostengono, quali saranno le ricadute per le tasche dei cittadini. Cosa si sente di rispondere?
Sulla questione dei costi noi abbiamo presentato lo studio di Aprica dove vengono comparati tre sistemi: calottizzazione completa, (con due cassonetti calottizzati e tre cassonetti liberi); il sistema domiciliare combinato; il sistema domiciliare complessivo, totale. Quello che costa di più è il sistema domicialiare complessivo. Non capisco da dove derivi l’affermazione che costi di più il sistema da noi scelto. Il tema non è quello dei costi. Bisogna individuare il comportamento dei cittadini, per cui chi più inquina più paga, chi meno inquina meno paga. Questo è uno degli obiettivi che verranno riportati nella delibera, e che assegnerà ai cittadini la possibilità di essere più o meno virtuosi. Noi crediamo che un sistema libero, ognuno ha la facoltà di scegliere i propri comportamenti. Noi riteniamo che questi debbano essere virtuosi, noi non obblighiamo nessuno, ma si deve sapere che si paga di più…

Per quanto riguarda l’iter, dopo il confronto nelle commissioni ambiente, quali saranno i prossimi passaggi e le relative tempistiche?
Noi abbiamo fatto 5 commissioni e tre missioni presso alcuni impianti, a Bergamo, ad Asti e a Castenedolo. Tutti i Consiglieri comunali e anche tutte le associazioni, i comitati, hanno potuto partecipare a questo percorso che è durato in anno. La discussione mi pare sufficientemente ampia, per cui. La darei per chiusa, in termini istruttori, la Giunta ha già scritto una bozza di delibera che stiamo completando, credo che per approvare lo schema di delibera andremo alla settimana prossima. Lo schema tornerà in Commissione, per cui non c’è nessuna pressione, nessuna fretta da questo punto di vista. La Commissione potrà dire la sua sulla delibera e poi il tutto andrà in Consiglio comunale per una discussione definitiva. A quel punto il Consiglio delibererà l’affido alla consociata Aprica di un progetto esecutivo che entrerà nei dettagli di costo, ricavo, di struttura di tutto il sistema. A mio avviso il Consiglio comunale non deve entrare nei dettagli tecnici che sono materia di chi da anni fa questo servizio, il Consiglio deve indicare gli obiettivi, le finalità, le modalità di carattere politico. Credo intorno alla metà di marzo saremo in grado, come amministrazione pubblica, ma soprattutto come Consiglio comunale, di affidare il mandato per la stesura del progetto esecutivo. Fatto questo ci sono altri passaggi perché all’interno della delibera c’è anche l’obiettivo di rivedere il regolamento sui rifiuti, anche questo vedrà un passaggio in Consiglio comunale.

Per il 2015 rimarrà tutto invariato, ma partirà la campagna informativa. Giusto?
Sicuramente. Una volta fatta la scelta, si inizierà, perché non c’è tempo da perdere, a stabilire contatti innanzitutto con i Consigli di quartiere, riteniamo che sia fondamentale il contributo di questi organismi di partecipazione. Già questa settimana è previsto un primo incontro in cui illustreremo i passaggi della scelta che abbiamo impostato. Terremo molto stretto il rapporto con queste realtà partecipative e, come ovvio, con la cittadinanza. E’ evidente, prima si sceglie il sistema e poi si organizza l’informazione.
REDAZIONE ONLINE 25 feb 00:00