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Brescia
di REDAZIONE 27 giu 10:25

Sanità: tra "curare" e "prendersi cura"

Promosso dall'Ordine dei Medici di Brescia un convegno dedicato alla presa in carico di malati cronici nel sistema sanitario. Giovedì 28 giugno si tratterà di assistenza e organizzazione

Per definire lo stato dell’arte della riforma sulla presa in carico dei cronici, l’Ordine dei Medici di Brescia promuove un convegno con la partecipazione dei principali attori della sanità locale. Giovedì 28 giugno dalle ore 20 nella sede ordinistica di via Lamarmora 167 con partecipazione gratuita e aperta a medici e professioni sanitarie si parlerà del passaggio dal “curare” al “prendersi cura”, cui si ispira la riforma del Servizio Sanitario Lombardo. Una sfida sotto il profilo assistenziale e organizzativo che apre nuovi scenari nel sistema di cure.

Dopo l’introduzione a cura di Germano Bettoncelli, responsabile Commissione Cultura, e del presidente dell’Ordine Ottavio di Stefano, che si soffermeranno sulla nuova figura del “clinical manager”, Carmelo Scarcella, direttore generale dell’Agenzia di Tutela della Salute di Brescia, farà il punto sulla presa in carico del paziente cronico nel Bresciano. Il ruolo del clinical manager sarà analizzato da tre differenti punti di vista: quello del medico di medicina generale che, organizzato in cooperativa, diviene gestore dei cronici (con Bruno Platto), quello del clinical manager quando è medico ospedaliero (con Umberto Valentini), e quello del medico di medicina generale che non aderisce al nuovo sistema (con Giuseppe Belleri).

La seconda parte del convegno, che ospiterà una tavola rotonda, sarà invece dedicata alle proposte per la gestione della cronicità.

«L’Ordine, raccogliendo le osservazioni della comunità medica, pone il problema di quale figura sia più indicata a “prendere per mano” il malato cronico, integrando la gestione delle sue diverse patologie e redigendo un PAI-Piano assistenziale individuale», afferma il presidente dell’Ordine dei Medici di Brescia, Ottavio Di Stefano.

Punto di partenza sarà la consapevolezza che la gestione della patologia cronica richiede flessibilità e personalizzazione, con un’attenzione agli aggiustamenti terapeutici in funzione della risposta alle cure. Per una gestione ottimale è indispensabile la presenza di una figura che si faccia carico della visione unitaria e della continuità assistenziale della persona affetta da più patologie croniche, specie se disabile o fragile.


REDAZIONE 27 giu 10:25