Franciacorta: avviata la vendemmia
In Franciacorta, dai tralci, sono stati staccati i primi grappoli d’uva. Ufficialmente è partita la vendemmia 2026. Nella storia delle raccolte delle uve, atte a diventare le preziose bollicine di questo lembo di terra bresciana, mai si era partiti così in anticipo. In Franciacorta la vendemmia, sino agli anni 60 del Secolo scorso, iniziava nel mese di settembre. Con la produzione delle bollicine come le conosciamo ora, le prime bottiglie sono datate 1961, la vendemmia è stata anticipata al mese di agosto, generalmente iniziando alla fine della prima decade del mese, mai al primo giorno.
L’anticipo è stato dettato dalle alte temperature, accompagnato anche dal timore che nuove grandinate possano mettere ulteriormente a repentaglio la raccolta delle uve. Quest’anno, il territorio della Franciacorta, è stato bersagliato da alcune grandinate e nubifragi che costeranno un calo produttivo di circa il 20%. Questo calo produttivo potrà essere recuperato con la riserva vendemmiale dello scorso anno. Le alte temperature, oltre che aver fatto anticipare la maturazione delle uve, impongono nuove regole sugli orari di vendemmia, a tutela della salute dei vendemmiatori e della qualità del prodotto che arriva alla cantina.
La coltivazione della vite, in Franciacorta, si perde nella notte dei tempi. La conformazione del territorio, prevalentemente collinare, le temperature miti ed una giusta composizione del terreno sono il giusto mix per la coltivazione della vite. Seppure le bollicine siano storia recente, il medico Gerolamo Conforti (1519–1595) nel suo trattato “Libellus de vino mordaci” del 1570 cita la produzione di vini mordaci nella zona a sud del lago d’Iseo.
Per la vendemmia, in Franciacorta, vengono impiegati circa tremila lavoratori provenienti prevalentemente dalle nazioni dell’Est europeo, ma anche dall’India, dal Pakistan e da alcuni Paesi africani. Nel periodo della vendemmia i filari diventano un crogiolo di lingue e di etnie, braccia necessarie per la raccolta dei grappoli che una volta portati in cantina, maniacalmente selezionati, sofficemente pressati diventeranno mosto e dopo un minimo di 18 mesi (per il Brut) o più per altre tipologie diventeranno Franciacorta DOCG (Denominazione di Origine Controllata e Garantita).
Grandine e siccità non permetteranno di ascrivere questa vendemmia tra quelle eccezionali. Sicuramente si conta sulla bontà del prodotto finale.
In attesa di brindare con le bollicine della vendemmia 2026.