La comunità per Save Pieve
Domenica 4 ottobre alle 10.30 prende il via l’edizione 2026 de “Il tour delle Pievi”, l’iniziativa avviata da anni con cui “Voce” invita lettori e appassionati alla riscoperta del patrimonio pievano conservato nel Bresciano. La prima tappa di questo nuovo capitolo è Palazzolo sull’Oglio con la visita alla Pieve di Santa Maria. Si tratta, come i partecipanti al “tour” avranno modo di scoprire, di uno dei più antichi e notevoli monumenti della città: un vero e proprio tesoro d’arte, di fede e di 15 secoli di vita palazzolese. Le sue origini, infatti, risalgono al V secolo d.C. con la presenza di una piccola chiesa vicinale dipendente dalla Pieve di Coccaglio. Scavi eseguiti nel 1978 hanno permesso di appurare che quella prima aula venne ampliata nell’VIII e nel IX secolo. Costruita con ciottoli di fiume e laterizi di tipo romano, aveva un’abside semicircolare e lo stesso orientamento dell’odierna Pieve. Nell’XI secolo la piccola chiesa venne eletta a Pieve e dedicata a Santa Maria. In quanto “chiesa battesimale”, aveva certamente un battistero esterno, di cui oggi purtroppo non resta traccia.
Con gli anni, però, la città si espande e, dopo l’unione con Mura, lo spazio della Pieve diviene insufficiente. Alla fine del XII secolo anche questa viene così abbattuta per lasciare spazio a una nuova e più ampia chiesa romanica. La nuova Pieve viene costruita con due absidi semicircolari a est, mentre a sud-est ingloba un torrazzo a base quadrangolare. Nell’ultimo quarto del XV secolo, infine, la chiesa romanica viene in gran parte demolita e, tra il 1475 e il 1525, viene costruita l’attuale struttura rinascimentale. Nel 1602 Pietro Marone affresca il presbiterio e la cupola. La cappella del SS. Sacramento, a sinistra dell’altare maggiore, è decorata da un grande affresco dell’ “Ultima Cena”, realizzato intorno al 1599 dai Campi di Cremona, e viene completata dalla piccola cupola ancora con affreschi di Pietro Marone.
Questo autentico scrigno d’arte e di religiosità (nonostante i molteplici utilizzi la chiesa non è mai stata sconsacrata) è in sofferenza: la struttura e gran parte del suo apparato decorativo necessitano da tempo di interventi di restauro. Proprio per questo motivo lo scorso anno è stato lanciato dalla parrocchia di Santa Maria Assunta il progetto “Save antica Pieve”, un percorso in più fasi per il sua recupero. La prima, che ha già ottenuto l’autorizzazione della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Bergamo e Brescia, porterà al recupero delle coperture e delle facciate, alla valorizzazione dell’area esterna, e, per ultimo, all’elaborazione di un piano di conservazione preventiva e programmata. Si tratta di un primo passo impegnativo, del costo stimato di 670mila euro; per questo la Parrocchia, che già ha ottenuto un contributo da Fondazione Cariplo, ha lanciato “Save antica Pieve” per un coinvolgimento della comunità nel recupero di uno dei suoi tesori più importanti.