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Gussago
di REDAZIONE 21 gen 2026 13:18

La Santissima fra i Luoghi del Cuore Fai

L’Italia più fragile, quella delle aree interne e delle periferie, è la protagonista dei nuovi interventi de “I Luoghi del Cuore”. Venti progetti in undici regioni, da Nord a Sud, selezionati attraverso il bando legato alla XII edizione del censimento, riceveranno un contributo economico dal FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano, in collaborazione con Intesa Sanpaolo: 700mila euro in totale, la cifra più alta mai stanziata a sostegno del programma, che andranno a beneficio di luoghi poco noti o poco valorizzati, spesso a rischio, che incarnano e raccontano la nostra civiltà, l’identità italiana, la memoria collettiva e costituiscono un patrimonio di storia, arte e natura ricchissimo e vario. Di questi, 520.000 euro sono destinati ai progetti selezionati attraverso il bando e per la prima volta i singoli beni candidati hanno potuto richiedere fino a un massimo di 50.000 euro. Una dotazione che consente di rispondere in modo più significativo alle esigenze dei territori e di rafforzare l’impatto complessivo de “I Luoghi del Cuore”. 

Tra i nuovi progetti sostenuti dal programma "I Luoghi del Cuore" in Lombardia troviamo la Santissima a Gussago e la motonave "La Capitanio" di Lovere, facente parte della Diocesi di Brescia.

Nato probabilmente all’inizio del Rinascimento, il monastero della Santissima a Gussago (BS) domina la Franciacorta dall’alto del Colle Barbisone, circondato da un paesaggio punteggiato di vigneti. Il complesso, testimoniato per la prima volta nel 1460, fu affidato nel 1479 ai Domenicani, che lo ressero fino alla soppressione degli ordini religiosi con i decreti napoleonici del 1797. Furono proprio i Domenicani ad ampliarlo e modificarlo: oltre a tracce di dipinti cinquecenteschi, probabilmente tra Sei e Settecento fu aggiunto il portico esterno e la chiesa venne nobilitata con la sostituzione della copertura da legno a volte in pietra e l’aggiunta di stucchi, altari e cicli pittorici, oggi in parte perduti. Dopo la soppressione, il convento divenne residenza padronale con annessi agricoli. Nel 1823 venne acquisto da Giovanbattista Gigola, miniatore e ritrattista di corte del viceré Eugenio di Beauharnais, che lo fece trasformare in gusto neogotico, molto in voga durante il romanticismo, con l’aggiunta di torricini angolari, merlatura e finestre ogivali. Tra gli abituali frequentatori vi era il pittore Angelo Inganni, protagonista della pittura lombarda di genere, che sposò la vedova di Gigola e visse alla Santissima fino alla morte, nel 1880. Nel Novecento tutti gli ambienti del complesso diventarono abitazioni contadine: la chiesa venne suddivisa in tre zone alloggi, dotati di cucina, camino e camera; nel 1926 il campanile risultava adibito a porcile e il coro della chiesa invaso da “un mondo d'immondizie di polli e conigli”. Rimasto senza alcun intervento, il complesso cadde in degrado e restò in totale abbandono fino al 2010, quando è stato acquistato dal Comune di Gussago, che ha avviato un processo di recupero e valorizzazione. Già votata nel 2020 da 7.332 persone, la Santissima è stata nuovamente candidata al censimento 2024: grazie all’attivo comitato “Santissima nel cuore”, che si occupa della valorizzazione del luogo con il supporto del Comune, ha ottenuto 11.821 voti, raggiungendo il 32° posto nazionale. Tra i due censimenti sono stati compiuti importanti lavori: nel 2024 si è infatti concluso il consolidamento dell’ex chiesa e il restauro degli affreschi del presbiterio. Il contributo di FAI e Intesa Sanpaolo, di 35mila euro, consentirà la prosecuzione dei restauri, che porteranno, con una spesa complessiva di 100mila euro, cofinanziata dal Comune, al pieno recupero dell’edificio, che sarà adibito a funzioni culturali. La partecipazione della comunità, che aveva tra l’altro contribuito attivamente a raccogliere fondi per il cantiere precedente, è forte di 18 attestazioni di collaborazione, che spaziano dagli eventi alla comunicazione alla cura del verde: la Santissima si trova infatti all’interno di un parco, delimitato dal “Periplo della Santissima”, parte della “Via delle Sorelle”, un percorso pedonale e ciclabile di 130 km che collega Brescia con Bergamo. Degna di nota anche la visione di lungo termine del Comune, che coinvolge anche gli altri edifici del complesso, ovvero il campanile, l’ex convento, ormai semidiroccato: è in fase di realizzazione il rilievo laser scanner e sono avviate le prime indagini diagnostiche, propedeutiche alla progettazione del restauro. Inoltre, recenti scavi archeologici hanno riportato alla luce sepolture e insediamenti di epoca forse altomedievale, in fase di esame da parte della Soprintendenza.

Lunga 24 metri e larga 4.40, la Motonave La Capitanio, ormeggiata a Lovere , in origine piroscafo a vapore, è stata costruita nel 1926 nei Cantieri Cerusa di Genova Voltri per la Società di Navigazione a Vapore del Lago d’Iseo e oggi vanta il titolo di battello più antico del bacino ancora navigante. Porta il nome di Bartolomea Capitanio, una religiosa di Lovere, beatificata nello stesso anno e successivamente canonizzata, fondatrice, con Vincenza Gerosa, della Congregazione delle Suore di Maria Bambina. L’imbarcazione, ben presto trasformata con un motore diesel (attualmente naviga con uno del 1958), ha funzionato come trasporto passeggeri, rimorchiatore adibito al traino delle chiatte per trasporto di carri ferroviari, imbarcazione privata. Dismessa dal servizio nel 1965, fu acquistata in successione da diversi armatori privati, che con grande passione la salvarono dal disarmo. Nel 2023 è stata fondata ad hoc l’associazione “La Capitanio APS”, che annovera tra i propri soci, oltre a tre nuovi armatori, istituzioni come i Comuni di Lovere e Pisogne e l’Accademia Tadini, ma anche la società di navigazione Lago d’Iseo, il porto turistico e diverse aziende locali. Con l’intento di arrivare a un pieno recupero dell’imbarcazione per il 2026, data del centenario del varo e di diventare in tal modo “patrimonio del Lago d’Iseo”, l’associazione ha avviato un intenso lavoro di manutenzione, con più di 700 ore di volontariato e l’aiuto di professionisti, per continuare a far navigare questo storico veicolo. L’obiettivo dichiarato è quello di fare della Capitanio un vero e proprio museo itinerante, che possa spostarsi tra tutti i 16 Comuni del Sebino. Per promuoverlo, il comitato “A bordo della Capitanio” ha partecipato al 12° censimento, raggiungendo il 46° posto nazionale con 8.965 voti. Il progetto candidato al bando post censimento, che si distingue per l’originalità della visione per il battello e al contempo la sua concretezza, oltre alla solida rete di partner, riguarda la manutenzione straordinaria dello scafo in lamiera chiodata, che è lo stesso del 1926, a testimonianza dell’incredibile abilità dei mastri chiodatori che l’hanno realizzato, con una tecnica che nel 1931 venne utilizzata anche per costruire l’Amerigo Vespucci. Il progetto, dal costo complessivo di 40.700 euro, riceverà un contributo da FAI e Intesa Sanpaolo di 22.000 euro e garantirà l’obiettivo di offrire al territorio un luogo unico per raccontare la storia nautica locale e trasmetterne la memoria collettiva alle future generazioni. Tra le tante attività collegate al progetto, la campagna "Adotta un chiodo", un’azione di microfundraising per sensibilizzare il territorio, la collaborazione con alcune scuole locali, con l’integrazione di visite al piroscafo e attività didattiche e la realizzazione di uno storytelling sull’intervento di recupero.

REDAZIONE 21 gen 2026 13:18