Nuova vita per due immobili sequestrati alla mafia
A Palazzolo sull'Oglio due beni sequestrati alla mafia ospiteranno due progetti con finalità sociale
I due i beni immobili, sequestrati a Palazzolo sull’Oglio nell’ambito della lotta alla mafia e alla criminalità organizzata, è già destinati negli scorsi anni a finalità sociali dall’Amministrazione Comunale, sono ora stati affidati alle realtà che li utilizzeranno. Nei giorni scorsi, Infatti, è stata perfezionata la concessione degli spazi a due realtà attive in ambito sociale, a conclusione di una procedura avviata da mesi, finalizzata a individuare soggetti del privato sociale cui affidare la gestione degli stessi. I due immobili, un bilocale e una villa, come da disposizioni di legge, son j stati destnati a finalità istituzionali, sociali o economiche (o, in caso di monetizzazione, con vincolo di destinazione dei relativi proventi a finalità sociali).Con questo passaggio si conclude il percorso avviato dall’Amministrazione di Palazzolo sull’Oglio in linea con le finalità e con gli obiettivi dell'Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità (Ansbc).
Per quanto riguarda il bilocale, l’indirizzo dell’Amministrazione è stato quello di destinarlo all’accoglienza di donne vittime di violenza, per favorire la fase dell’indipendenza economico-abitativa, o anche di nuclei mono parentali con presenza di minori che necessitano, oltre che di un alloggio autonomo, anche di un accompagnamento educativo.
L’immobile è stato concesso in uso alla Fondazione Galignani che ha proposto un progetto di gestione che identifica lo spazio come “Casa Francesca”, destinato ad essere un'abitazione per donne sole o con figli minori che, dopo la fase di emergenza, potranno sperimentare una nuova autonomia supportata e protetta. Un passaggio per aiutarle ad avvicinarsi ad un progetto di autonomia abitativa e lavorativa, grazie anche ad un importante supporto educativo.
Per ciò che riguarda la villa, invece, la finalità di carattere sociale è stata preceduta da specifici interventi di adeguamento dei locali, per garantirne la piena accessibilità.Lavori per i quali l’Amministrazione comunale ha ottenuto da Regione Lombardia circa 96mila euro, grazie alla partecipazione a un bando regionale che finanzia proprio la ristrutturazione di beni confiscati alle mafie.L’immobile è stato così destinato a un progetto di co-housing che prevede la coabitazione di persone anziane o di persone con disabilità o di altre tipologie di persone che presentano specifiche fragilità, accompagnato da interventi educativi e assistenziali.
A gestire il progetto «Ricaricasa - progetto di Recovery. Un bene liberato, una casa possibile» è la Cooperativa Sociale P.a.e.s.e. e lo fa in collaborazione con Asst Franciacorta.
L’obiettivo è di destinare la villa ad abitazione di persone con fragilità psichica, che possano così intraprendere un percorso di “ripresa” di autonomia, in un contesto non istituzionalizzato e volto a favorire la relazione fra individui. I destinatari saranno persone già in carico ai servizi di ASST Franciacorta, di età compresa tra i 18 e i 30 anni, con condizioni cliniche sufficientemente stabilizzate.
«Con la concessione, mediante avviso pubblico, di questi due immobili a realtà del territorio impegnate nel sociale, si conclude un lungo percorso che restituisce pienamente alla comunità beni recuperati alla criminalità organizzata, trasformandoli in nuove opportunità di sostegno, inclusione e autonomia. È questo il significato più concreto della cultura della legalità: non soltanto contrastare la criminalità, ma fare in modo che ciò che è stato sottratto alla collettività torni a generare valore per le persone, soprattutto per quelle che vivono situazioni di fragilità — ha commentato il Sindaco Gianmarco Cossandi —. Grazie alla collaborazione tra istituzioni, al lavoro degli uffici comunali e alla disponibilità delle realtà sociali coinvolte, oggi questi immobili diventano luoghi di accoglienza, di relazione e di costruzione di nuovi percorsi di vita. È un risultato che ci rende piuttosto orgogliosi, perché dimostra come la collaborazione tra istituzioni e Terzo settore possa tradurre un principio di legalità in risposte concrete ai bisogni della comunità. Ringrazio le realtà coinvolte per aver raccolto questa sfida e per le progettualità che si apprestano ad avviare. Restituire questi beni alla collettività significa affermare che la legalità non è soltanto un valore da difendere, ma una responsabilità da tradurre in azioni capaci di costruire una comunità più giusta, solidale e inclusiva».
«Con questi due immobili avremo la possibilità di ampliare ancora di più i servizi che mettiamo a disposizione delle persone più fragili della comunità – ha aggiunto l’assessora ai Servizi Sociali Ombretta Pedercini –. Non possiamo che essere soddisfatti della conclusione di questo lungo e laborioso percorso, iniziato già dall’Amministrazione precedente, che ha un forte valore simbolico per Palazzolo e la nostra comunità».