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Iseo
di REDAZIONE 01 mar 07:53

Occhi puntati sulla frana di Tavernola

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Preoccupazione a Monte Isola, Iseo e Marone per i movimenti di una massa franosa che si registrano con sempre maggiore intensità sulla sponda bergamasca del lago. Un incontro del Centro di coordinamento soccorsi per la verifica costante della situazione. A Monte Isola, intanto, sono state evacuate in via precauzionale, 40 persone

Da giorni l’intera comunità del Sebino è preoccupata per i movimenti franosi (una massa di 1milione e mezzo di metri cubi) registrati dalle sonde della ex miniera di Ognoli, sul monte Saresano nel comune di Tavernola Bergamasca. Il movimento franoso non è nuovo è già da anni era sotto osservazione, ma nei giorni scorsi ha intensificato il proprio dinamismo. Tra i tanti occhi puntati sul movimento franoso che si sta verificando a Tavernola, sulla sponda bergamasca del Sebino ci sono anche quelli del Centro di coordinamento soccorsi che nei giorni scorsi, su iniziativa della Prefettura di Brescia, si è riunito nella sede della Comunità montana del Sebino per fare il punto della situazione. La frana c’è e anche se il suo movimento è lento non è da sottovalutare e tiene in apprensione le comunità di Iseo, Marone e Monte Isola per le conseguenze che un suo distacco improvviso potrebbe avere. Nel corso dell’incontro, a cui  hanno preso parte tutte le istituzioni provinciali di protezione civile e i rappresentanti/delegati dei Comuni rivieraschi bresciani, è stato posto in evidenza che, sebbene siano tutt’ora in corso le indagini per valutare l’effettiva entità del fenomeno in parola, gli organi tecnici  competenti hanno prospettato il concreto rischio che ingenti quantitativi di materiale lapideo siano scaricati fino al lago producendo fenomeni ondosi di dimensioni anche ragguardevoli che potrebbero impattare significativamente sui territori rivieraschi bresciani.

Tra i comuni più esposti ci sarebbero quelli di Monte Isola, Marone e Iseo in ragione della posizione geografica rispetto alla frana e all’ipotetico fronte d’acqua prodotto dalla paventata caduta improvvisa della stessa. Per tali ragioni, pur in assenza di elementi certi in ordine ai rischi derivanti dal fenomeno in parola, la Prefettura ha disposto che tutti i Comuni rivieraschi procedano, al più presto, ad una integrazione della pianificazione comunale di emergenza al fine avere un quadro conoscitivo puntuale delle aree lacuali più esposte. Tali studi saranno indispensabili per pianificare le procedure di evacuazione che potranno essere attivate anche con brevissimo preavviso.

In tale ottica, è stato anche raccomandato di attivare le sale operative comunali ed il volontariato locale per preparare quanto necessario per gli interventi di messa in sicurezza della popolazione coinvolta. Particolare attenzione è stata raccomandata ai fini della individuazione e della verifica della efficacia dei sistemi di allertamento che i sindaci intendono impiegare per garantire l’avvio delle cennate procedure di evacuazione. Tra le altre misure ipotizzate nel corso dell’incontro anche l’interdizione della navigazione lacuale e di tutta la viabilità locale prospicente il lago.

Al fine, poi, di assicurare una gestione unitaria degli interventi e, soprattutto, un coordinamento, su scala provinciale, il Prefetto Attilio Visconti ha disposto l’attivazione, sempre presso la sede della Comunità Montana, di un  Centro Operativo Misto composto da tutte le istituzioni di protezione civile e dai Sindaci interessati per concordare modalità omogenee di intervento a tutela della pubblica incolumità.

La Prefettura si è impegnata a diramare periodici comunicati stampa per fornire aggiornamenti sulle analisi tecniche in corso e sulle misure di protezione civile adottate e da pianificare. Ai Comuni interessati, invece, è stato chiesto di promuovere appositi incontri con la popolazione per informarla sulle decisioni adottate che, necessariamente, richiedono la più ampia collaborazione.

A scopo precauzionale, intanto, a Montisola, ieri una ventina di famiglie della frazione di Porto di Siviano hanno lasciato temporaneamente le proprie abitazioni, a tutela di anziani e congiunti, evitando il rischio di un’evacuazione in orario notturno. Nello scenario peggiore potrebbe essere proprio questa frazione di Montisola a subire l’impatto dell’onda che, sempre prendendo in considerazione le prospettive più negative, potrebbe arrivare fino a cinque metri di altezza.

REDAZIONE 01 mar 07:53