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Opitaletto
di SERGIO ARRIGOTTI 29 gen 08:30

Ricordando i morti del Tabai

Le due santelle devozionali settecentesche, costruite in mattoni e affrescate all’interno, ricordano i morti della battaglia di Chiari del 1° settembre 1701. Sono in fase di restauro: ospiteranno una targa con le vittime del Covid

In tutta la provincia di Brescia esistono numerose località in cui attraverso chiese e santelle si ricordano i morti dovuti a pestilenze, alla esistenza di lazzaretti, a disgrazie e battaglie. E dai morti di solito prendono il nome. È il caso anche di Ospitaletto e delle “Santelle dei morti del Tabai”, termine che deriva dalla parola ungherese “tabajdok”, sporco.

Si tratta di due santelle devozionali settecentesche, costruite in mattoni e affrescate all’interno. Ma come mai si chiamano così? Perché ricordano i morti della battaglia di Chiari del 1° settembre 1701. Quel giorno a Chiari nell’ambito della guerra di successione spagnola si scontrarono in una sanguinosa battaglia gli eserciti imperiali d’Austria, composti da tedeschi, ungheresi e boemi, guidati dal principe Eugenio di Savoia, e quelli francesi e spagnoli. Vinsero i primi, ma fu un massacro. Si parla di circa 2000 morti e non si sa quanti feriti. I morti furono così tanti che ci vollero otto giorni per seppellirli. E non si riuscì a seppellirli tutti. Così, diversi alla fine furono gettati in acqua, nella Seriola Nuova e nella Roggia Baiona. I morti della Seriola furono trascinati dalla corrente fino ad Ospitaletto e furono raccolti e recuperati per la sepoltura lì, dove ora sorgono le due santelle (in via Seriola, per l’appunto) a ridosso del corso d’acqua irriguo oggi intubato.

Della vicenda se ne parla nel libro di Enzo Abeni “Storia di Ospitaletto”. La fede e la pietà popolare negli anni ha alimentato la devozione verso questo luogo di culto con processioni e deposizioni di ceri votivi. Il 6 luglio dello scorso anno il consiglio comunale di Ospitaletto, all’unanimità, ha approvato una mozione per la riqualificazione delle “Santelle dei morti del Tabai” e per l’apposizione di una targa commemorativa in ricordo dei defunti ospitalettesi durante il tempo della pandemia da Covid-19. È questa la guerra in atto nei nostri tempi, è questa “la peste” che colpisce le nostre comunità. Già solo a luglio, quando ancora non era arrivata la seconda ondata il paese contava 38 morti per Covid. Ora sono più di quaranta le persone che hanno perso la vita a causa della pandemia. Molte, quindi, le famiglie che hanno pianto i loro cari.

Ospitaletto li ricorderà tutti, con una targa che verrà apposta quando l’epidemia sarà conclusa. I lavori di restauro conservativo dei manufatti murari e degli apparati pittorici delle santelle sono stati affidati dal Comune alla ditta Delars srl, e sono già iniziati. Per il sindaco Giovanni Battista Sarnico: “Le Santelle del ‘Tabai’ sono un segno antico e a tratti sconosciuto per numerosi residenti e pertanto la scelta di valorizzare questo luogo antico a memoria delle vittime del Covid-19 rappresenta una decisione che consente di rimettere al centro della nostra comunità questo luogo sacro. Quando il tempo dell’emergenza sarà superato, porremo una targa di commemorazione. Per non dimenticare”.

SERGIO ARRIGOTTI 29 gen 08:30