Villa Pedergnano chiede protezione a San Giorgio
La comunità parrocchiale di Villa Pedergnano, nel giorno della festa del suo Santo Patrono, Giorgio, ha voluto ricordare gli anniversari di matrimonio e chiedere una particolare benedizione per il paese, per le attività che si svolgono e per i suoi abitanti.
Nella celebrazione eucaristica delle 10.30 sono state ricordate le coppie che festeggiavano il loro anniversario di matrimonio: da 3 a 63 anni di vita insieme. Alle coppie è stato donato un vasetto di rose, invitando i coniugi ad essere come le rose. Le rose, gradevoli alla vista per il loro colore ed all’olfatto per il profumo, le coppie sono state invitate a rinnovare costantemente l’amore che si sono promesse il giorno del matrimonio, per essere esempio di bellezza e, con la propria fedeltà, profumare di Vangelo. Si sa le rose hanno le spine, ma queste spine passano in secondo piano perché di questi fiori ammiriamo il colore e godiamo del loro profumo. Così anche la vita di coppia affronta momenti spinosi della vita che possono essere vissuti, al meglio, se affrontati con vicendevole amore e rispetto.
Nella celebrazione delle 18.30, presieduta dal Vicario Generale, mons. Angelo Gelmini, alla quale ha fatto seguito, con la Reliquia del Santo, la processione per le vie del paese e della campagna circostante con annessa benedizione (Rogazioni) chiedendo, per intercessione di San Giorgio, raccolti abbondanti, prosperità per la frazione, la salute del corpo e dell’anima per i suoi abitanti.
La festa patronale è stata anche vissuta con dei momenti ludici quali: tombolata, gara di briscola. gara di orienteering ed esposizione dei manufatti, frutto degli hobby di alcune persone di Villa Pedergnano.
Partecipato anche il pranzo comunitario, preparato dai volontari della cucina della comunità.
A San Giorgio, che nell’iconografia è raffigurato come cavaliere che uccide il drago e salva la giovane principessa, è stato chiesto di aiutare questa nostra umanità a sconfiggere il male della guerra, dell’indifferenza, dei soprusi, dell’egoismo e della discordia, per portare in salvo il bene che, per fortuna, ancora esiste.