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Brescia
di UMBERTO ZILIANI 04 feb 15:32

Il difensore che insegna ai ragazzi

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Luca Luzardi, allenatore della Lazio Under 15 e già giocatore del Brescia, si racconta in questa intervista. Nel suo curriculum anche un Europeo vinto con l'Under 21

Se gli addetti ai lavori dovessero spiegare oggi a dei ragazzi che tipo di calciatore fosse Luca Luzardi, lo descriverebbero così: un giocatore completo, discreto tecnicamente, insuperabile nel gioco aereo. Era un talento, pilastro della difesa della nazionale Under 21 di Cesare Maldini che nel 1992 vinse l’Europeo; dopo l’esordio nel Brescia ha giocato in grandi club come Lazio e Napoli. Luca, classe 1970, ha smesso di giocare nel 2003 e l’ultimo club è stato la Lodigiani, nei pressi di Roma, dove vive tuttora e allena l’under 15 della Lazio. In carriera per lui ci sono state anche Ascoli, Reggiana e Viareggio. Ha avuto allenatori come Zoff, Cesare Maldini e Lucescu e compagni di squadra come Pirlo, Piovani, Corini, Gascoigne, Signori e Maurizio Ganz.

Nelle figurine degli anni al Brescia, viene ritratto a fianco di Corini, attuale allenatore del Brescia, di Ziliani e di Bortolotti… tutti “frutti” della nostra terra…

Il settore giovanile era molto prolifico e con tanta qualità grazie anche alle scelte della società. Corioni e Lucescu erano due persone competenti e coraggiose, non avevano paura a lanciare i giovani.

A Roma quando giocava nella Lazio i tifosi la premiarono per il gesto di avere difeso Gascoigne durante una partita contro l’Atalanta, cos’era successo?

Con l’Atalanta non era una partita normale, ma quel giorno uno tra  Minaudo o Alemao toccò duro Gascoigne sulla gamba appena guarita da un grave e lungo infortunio: avevo assistito ai sacrifici e sforzi a cui ogni giorno Paul  si era dovuto sottoporre e  dopo il fallo non  ci vidi più. La mia reazione fu punita con l’espulsione. Sono cose che non si dovrebbero fare, ma quell’intervento fu talmente meschino… Pensavo che mi  avrebbe penalizzato invece mi ritrovai con un premio da parte dei tifosi che avevano capito la ragione del mio gesto.

Ora allena le giovanili della Lazio, come sono cambiati i giovani rispetto a quando era un giovane calciatore lei?

C’è’ un diverso approccio alla professione, ora i ragazzi tengono molto al lato estetico ovvero a essere social, ai miei tempi questo aspetto era totalmente assente. Ma ora come allora se non hai il fuoco dentro non vai da nessuna parte.

Le faccio tre nomi: Clerici, Corioni e Lucescu…

Clerici era un grandissimo uomo e un grande scopritore di talenti come non ne ho più visti in tutta la mia carriera: mancherà tanto. Il presidente è stato un grande imprenditore molto lungimirante. Lucescu un insegnante di calcio, forse il più bravo che ho incontrato. Era molto coraggioso nel lanciare i giovani del vivaio.

Tutti si lamentano che il calcio è peggiorato, troppi muscoli, troppo fisico… Luca Luzardi oggi dove giocherebbe?

Io giocavo come stopper, quando il libero si staccava di qualche metro indietro, prima della rivoluzione di Sacchi. Diciamo che oggi farei il centrale di difesa.

Il 2 settembre del 1995 Edo Bortolotti, grande talento e suo compagno di squadra, muore. Se potesse parlargli, cosa gli direbbe?

Cerco ogni anno, a settembre, di passare al cimitero per un saluto a Edo. Ne ho visti pochi forti come lui. Ogni tanto mi rimprovero il fatto di non essergli stato più vicino. Mi permetto di dire che anche la società avrebbe potuto fare di più: Edo aveva un carattere particolare e per questo andava sostenuto.

Lei ha avuto come compagni di squadra Pirlo, Signori, Gascoigne, Ganz… Esistono ancora calciatori cosi in Italia?

Sì, ce ne sono. Bisogna solo avere pazienza. Ci sono annate buone e altre meno buone. I giovani vanno aspettati e bisogna dare loro la possibilità di giocare.

Luca chi sente ancora dei suoi vecchi compagni di squadra?

Ne sento veramente pochi, non ho grande dimestichezza con il telefono e non sono un tipo social.

Il più forte, il più talentuoso, con cui ha giocato?

Edo Bortolotti e Giovanni Stroppa.

E Paul Gascoigne?

Era simpaticissimo e generoso, un grande giocatore, non aveva limite allo scherzo ed era un grande ragazzo.

Luca, si ricorda la formazione della finale del 1992, quando guidati da Cesare Maldini vinceste l’europeo Under 21?

Non mi ricordo la formazione (ride, nda), ma con me c’erano Corini, Peruzzi, Bortolotti, Sordo, Albertini, Melli…

UMBERTO ZILIANI 04 feb 15:32