Solitari. Giochi di pazienza: sguardo sul Libano
Mercoledì 15 luglio, alle 21.30, nel complesso di San Cristo, nel chiostro (o in chiesa in caso di maltempo), in via Piamarta 9 Brescia, “Missione Oggi” continua la rassegna estiva del “Teatro dell’Anima”, con uno spettacolo dedicato al martoriato paese dei cedri, il Libano: “Solitari. Giochi di pazienza”, liberamente ispirato a Jeux de Patience di Abla Farhoud. Lo spettacolo è a cura di Giuseppe Marchetti con Gabriella Tanfoglio e Sara Martina Venosta. L’evento vede la collaborazione di Missionari Saveriani, Centro Lombardo Recuperi Industriali, GG2000, Comune di Brescia, Provincia di Brescia, Fondazione ASM-Gruppo a2a. Dopo aver rappresentato Incendies di Wajdi Mouawad, nella rassegna estiva del “Teatro dell’anima” 2025 arriva un secondo autore libanese-canadese, la scrittrice Abla Farhoud (1945-2021).
Nel nostro mondo attuale, piccolo feroce pianeta, reso ancor più piccolo dalle maglie sempre più fitte delle relazioni mediatiche e rivelatosi ancor più feroce dall’incalzare di nuove onde di belligeranza, il teatro di Abla Farhoud offre tematiche di riflessione e schemi interpretativi di grande apporto. Le sue pièces, infatti, danno corpo a personaggi femminili alle prese con un’incertezza esistenziale di fondo, derivante da vissuti tragici di esilio, guerra ed emarginazione. Nel testo della Farhoud, due donne, tra loro cugine, Kaokab e Mariam, entrambe quarantenni, si interrogano sul modo di elaborare il dolore della guerra, dell’esilio e dell’immigrazione. Kaokab, giunta dal Libano in Québec all’età di tredici anni, simbolo di un’identità migrante complessa, è una scrittrice di successo, che non riesce a scrivere nella lingua in cui è nata, né a testimoniare l’orrore della guerra che da lunghi anni sta sconvolgendo il suo paese d’origine. Avverte la debolezza della parola. È consapevole che la poesia non può fermare un carrarmato o annullare lo sparo di un proiettile. Come perfettamente sa che l’arte è in grado di fare una cosa rara: ribadire la totale complessità di ciò che significa essere umano, vale a dire non solo saper soffrire, ma anche gioire, desiderare, provare tenerezza.
Ingresso libero. Prenotazione consigliata ai seguenti recapiti: 3393559913 (Giuseppe Marchetti); 0303772780-1 (segreteria Missione Oggi); segreteria@missioneoggi.it.
@Un villaggio del sud del Libano (Foto arcidiocesi Baalbek)