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Brescia
di GIUSEPPE BELLERI 21 nov 14:44

A caccia di talenti

Oltre 100 ragazzi delle scuole secondarie del Bresciano all’Istituto Paolo VI di Concesio per il 43° corso annuale promosso dall’Opera per l’educazione cristiana

Dopo lunghe giornate di preparazione, da parte del corpo docente e dei coordinatori, domenica 17 novembre più di 100 ragazzi degli ultimi 3 anni delle scuole secondarie di II grado di Brescia e provincia, alcuni anche di Concesio, hanno invaso l’Istituto Paolo VI. Dopo aver accettato l’invito rivolto dall’Opera per l’educazione cristiana di beneficiare del 43° corso annuale, consistente in cinque giornate nell’arco di 4 mesi, erano entusiasti di ampliare gli orizzonti culturali e spirituali. Dopo il benvenuto del Presidente dell’Oec, Michele Bonetti, che ha sottolineato che “è l’educazione che ci fa guardare avanti”, ha preso la parola Pierpaolo Triani, docente di Pedagogia presso l’Università Cattolica, che ha ricordato il collega Giuseppe Mari, scomparso prematuramente proprio un anno fa. Il tema da sviluppare era “Il laboratorio dei talenti. “Il talento ha 3 caratteristiche – ha iniziato Triani –: è un dono che possiamo coltivare, è prezioso ed è fragile”. Poi si è chiesto dove stia il talento. E ha mostrato un divertente video di Rovazzi, rubato alle figlie, dove i talenti dei vari personaggi, custoditi in un caveau vengono trafugati dal cantante.

“Il talento – ha continuato Triani – non si trova in un caveau ma siamo noi, i talenti sono gli altri; ci sono dei talenti che si sviluppano, altri che si fermano, altri che si perdono, o che si scoprono nel confronto con le altre persone. Possiamo coltivare i talenti che abbiamo nel laboratorio della vita, e il centro direzionale è la nostra coscienza; molti ci potranno consigliare, aiutare, ma nessuno potrà sostituirsi a noi. Il laboratorio è uno spazio, uno spazio abitato con metodo, dove si lavora, ci si confronta e infine si riflette. Oltre ai talenti di base, detti anche competenze trasversali (consapevolezza di sé, gestione delle emozioni, dello stress, comunicazione, relazioni, empatia, pensiero creativo e critico, prendere decisioni, risolvere problemi), ci sono le 4 virtù cardinali (prudenza, giustizia, fortezza, temperanza). Ci sono i talenti di base e poi ci sono poi quelli specifici e le diverse intelligenze (almeno una decina). La valorizzazione dei talenti richiede a noi fiducia, coraggio, pazienza, apprezzamento degli altri, apertura, umorismo e senso dell’insieme”. Il tempo è volato e in un batter d’ali si è giunti alle soglie del pranzo: che i talenti non vadano poi così lenti?

GIUSEPPE BELLERI 21 nov 14:44