Bianchi, martire e partigiano senza fucile
“Tornerà presto il sole”, scriveva Carlo Bianchi ai propri familiari dal carcere milanese di San Vittore. In realtà tale speranza per lui non si realizzerà e verrà fucilato a Fossoli il 12 luglio 1944. Lasciava la moglie Albertina Casiraghi e tre bimbi piccoli. Una quarta figlia, Carla, autrice della postfazione al libro, sarebbe nata 40 giorni dopo la fucilazione del padre a Fossoli. La testimonianza di Carlo Bianchi è rimasta viva e oggi splende più che mai. Cresciuto nell’Azione Cattolica e nella Fuci, negli anni della seconda guerra mondiale si attiva per le persone povere e disagiate dando vita alla “Carità dell’arcivescovo”, per inserirsi poi nell’attività resistenziale con le Fiamme Verdi di Teresio Olivelli e con l’Oscar, l’organizzazione creata da alcuni sacerdoti per favorire l’espatrio di quanti erano braccati dai nazifascisti. Carlo Bianchi era un carissimo amico di Astolfo Lunardi, il giovane bresciano che pagò con la vita la sua opposizione al nazifascismo. Anche Carlo Bianchi, pur consapevole dei rischi che correva, continuò nella propria attività per porre le basi di un mondo migliore. Fino al sacrificio della vita.
La figura di Carlo Bianchi è stata a lungo ingiustamente sottovalutata, come ha scritto il prof. Giorgio Vecchio, tanto che la sua biografia non è presente neppure nel Dizionario storico del movimento cattolico. Eppure ci troviamo di fronte ad un grande testimone-martire, ad un padre di famiglia che, pur avendo una moglie e tre bimbi piccoli che lo aspettavano a casa, si coinvolse nella Resistenza contro il nazifascismo fino al sacrificio della vita.
Ora un libro di Anselmo Palini, dal titolo Carlo Bianchi. Per un domani non solo di pane ma di giustizia e di libertà, pubblicato dall’editrice Ave di Roma, intende proprio offrire un contributo per ovviare ad una tale dimenticanza. Si tratta di un testo che ha già avuto ampie e positive recensioni su quotidiani nazionali, come “Avvenire”, e su numerose riviste a diffusione nazionale.
Con riferimento a questo testo, viene proposto un incontro su Carlo Bianchi, a Gardone VT presso la Biblioteca Comunale di Villa Mutti-Bernardelli, martedì 10 novembre alle 20.
L’incontro è organizzato dall’associazione Amici della Biblioteca di Gardone VT, in collaborazione con il Comune di Gardone VT, l’Anpi, le Fiamme Verdi, l’Agesci zona Sebino e l’Azione cattolica.
Anselmo Palini, autore del libro su Carlo Bianchi, dialogherà con il prof. Franco Ceretti. Alcuni brani tratti dal libro su Carlo Bianchi saranno letti da Liliana Botti, mentre degli intermezzi musicali saranno proposti a cura di Stefano Gustinelli dei Malghesetti. Introdurrà la serata Paola Paganelli, presidente dell’associazione Amici della Biblioteca.
In un tempo come il nostro in cui sembra risuonare solamente il fragore delle armi, è quanto mai importante proporre le figure di persone, come Carlo Bianchi, che si sono opposte in modo determinato ma disarmato al nazifascismo. A conferma del fatto che alla logica delle armi è possibile opporre la forza debole della propria testimonianza e della propria azione nonviolenta.
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