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Bogliaco
di MARIO RICCI 24 lug 13:57

Dieci anni di vela e di inclusione

Quando la vela va oltre lo sport e diventa solidarietà e inclusione. Dieci anni: tanto è trascorso dalla vittoria del primo mondiale per non vedenti Homerus, il progetto di vela autonoma che festeggia l’importante anniversario.

Teatro di quelle regate fu il Garda bresciano, al largo di Bogliaco-Gargnano. Il traguardo dovevano essere i Giochi olimpici. Poi arrivò la decisione di togliere la vela dal programma delle Paralimpiadi. Il bresciano Gigi Bertanza era lo skipper della barca che vinse il primo Campionato Homerus, il progetto di vela autonoma per non vedenti.

Progetto. Tutto nacque nel 1996, sul Garda, dall’ideatore Alessandro Gaoso per poi diffondersi in tutto in mondo grazie all’intraprendenza del suo vulcanico ideatore.

“Per vari motivi volevo cessare la mia attività velica – spiega il diretto interessato – ma mia moglie mi disse che non potevo smettere dopo aver scritto una bella pagina della storia della vela vincendo due campionati mondiali. Così continuai ma non avevo più l’interesse di un tempo.. Dopo la Cento Miglia dell’ 89, veleggiando di notte lungo il ritorno da Desenzano, mi addormentai al timone; quando mi svegliai mi accorsi che la barca era andata avanti regolarmente. Capii che quando uno è seduto in barca a vela, sente lo scafo, anche se dorme. E mi vennero in mente i ciechi: se questo valeva per me, doveva essere possibile anche loro. Nel 1996, nella serata di Santa Lucia, chiesi a un gruppo di ciechi con me al ristorante se fossero capaci di una prodezza: quella di andare in barca in solitaria. Accettarono la sfida e vollero provare”.

Intuizione. Da quella intuizione, accadde qualcosa di straordinario. “Gigi Bertanza era al timone. – continua Alessandro Gaoso – Mi accorsi subito che sentiva il vento, sentiva la barca a vela. E così da quella prima esperienza è nato tutto: il corso, la scuola e, nel tempo, il mondiale”.

Arrivò anche il tempo del primo campionato sancito dalla autorità mondiale della vela, quindi riconosciuto a tutti gli effetti.

In questi anni Homerus ha istruito 250 velisti in tutta Italia, ha costituito prima la base nautica di Bogliaco e poi le succursali di Imperia e La Spezia, esportando la pratica della vela per non vedenti in 12 nazioni. Ha raggiunto l’obiettivo di portare questa disciplina alle Paraolimpiadi. “Il progetto riguarda l’utilizzo della barca a vela con il persone affette da gravi disabilità mentali e sensoriali – spiega Gianluigi Nobili, direttore dell’Azienda socio sanitaria territoriale del Garda –. La vela è la medicina migliore, il farmaco ideale per il corpo e per la mente: l’idea è di metterli in barca, per cercare di migliorare la loro socialità, la loro capacità di affrontare i problemi, che sono tutte funzioni compromesse dalla malattia”.

MARIO RICCI 24 lug 13:57