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Bologna
di MARIO NICOLIELLO 09 mag 09:26

Giro d’Italia: la tappa bresciana

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L'edizione numero 102 del Giro d'Italia sarà un evento che toccherà anche il bresciano. In Val Camonica sono già al lavoro per spalare il manto candido caduto a inizio maggio. Edolo e Ponte di Legno saranno gli estremi di una delle tappe del Giro più importanti, quella di martedì 28 maggio. Il giro si concluderà poi con l'arrivo all'Arena di Verona del 2 giugno

Da Bologna a Verona, un racconto lungo tre settimane. Prima giù, poi su, attraversando città e campagne, luoghi noti e villaggi sperduti. È la bellezza del Giro d’Italia numero 102, una competizione capace di far innamorare anche chi segue il ciclismo solo per venti giorni all’anno. Si parte sabato con una cronometro individuale con arrivo al Santuario di San Luca, si finisce domenica 2 giugno con lo sforzo conclusivo contro il tempo che si concluderà nell’Arena di Verona. In mezzo un menù per tutti i gusti, con tappe per velocisti, frazioni per passisti e ovviamente ricche occasioni per gli scalatori. Per gli appassionati bresciani la tappa da circoletto rosso è la sedicesima di martedì 28 maggio: da Lovere a Ponte di Legno. Potrebbe essere una delle pagine decisive del Giro 2019: 226 chilometri, 5700 metri di dislivello, quattro Gran Premi della montagna da affrontare, tre province da attraversare (Bergamo, Brescia e Sondrio) e due salite epiche: il Passo Gavia, cima Coppi del Giro, e il Passo del Mortirolo, la montagna dedicata a Marco Pantani. Sarà il primo appuntamento dell’ultima settimana della Corsa Rosa, una tappa spacca gambe all’indomani dell’ultimo giorno di riposo. Una frazione senza un attimo di fiato, sperando che la neve non ci metta lo zampino. In Val Camonica sono già al lavoro per spalare il manto candido caduto a inizio maggio e a Ponte di Legno non ne vogliono sapere di dover amputare la corsa per via delle condizioni meteo, come purtroppo già accaduto in passato.

Non solo agonismo. Il week-end precedente contemplerà una Notte Rosa il sabato e una Pedalata Rosa la domenica. Poi il martedì occorrerà allacciare le cinture sin dalle prime pedalate. Pronti, via e si è già in quota a Rovetta per poi scalare i Passi della Presolana e della Croce di Salven. Quindi l’approdo in Val Camonica che viene risalita fino a Edolo, dove il plotone prenderà la direzione del Tonale, passando per la prima volta sul traguardo di Ponte di Legno dopo 110 chilometri. I girini affronteranno quindi le rampe del Passo Gavia (2618 metri di altitudine) dal versante classico, per poi tuffarsi in discesa verso Bormio. Attraversata la prima parte della Valtellina fino a Mazzo, ecco l’inizio del Passo del Mortirolo dal versante con pendenze fino al 18%. In vetta (1864 metri sul livello del mare) comincia la picchiata verso Monno, prima dei conclusivi 15 chilometri in leggera pendenza. Una tappa che, se non deciderà il vincitore, potrà senza dubbio stabilire chi non potrà più lottare per la maglia rosa. Gli italiani faranno il tifo per Vincenzo Nibali, mentre i bresciani, non potendo ammirare il beniamino Sonny Colbrelli – che dopo una deludente primavera di Classiche non parteciperà al Giro, preferendo puntare sul Tour de France – si affideranno allo spunto di Jakub Mareczko (Team CCC). In gara Damiano Cima (Nippo Fantini) , Marco Frapporti (Androni Giocattoli) e Andrea Garosio (Bahrain Merida) scalatore originario di Cologne, alla sua prima esperienza al Giro d'Italia. 

MARIO NICOLIELLO 09 mag 09:26