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Brescia
di BRUNO FORZA 19 feb 08:46

Il fischietto non fa differenze

Al via un corso federale sperimentale per allenatori di calciatori con disabilità. Fedrizzi (Aiac Brescia): “Spero diventi definitivo e continuo”

Jorge Luis Borges sosteneva che la storia del calcio ricomincia ogni volta che un bambino prende a calci qualcosa per strada. Una definizione, quella del celebre scrittore argentino, che racchiude in sé il significato ancestrale di uno sport universale, che attira passione in ogni angolo del pianeta. Il calcio è di tutti, da sempre. Supera i confini di età, le differenze di genere, equipara le classi sociali, ma c’è una sfida nobile alla quale intende dedicarsi sempre più, da subito, per elevare ulteriormente la sua portata benefica.

L’obiettivo. L’obiettivo è quello di rendere possibile la pratica del “gioco più bello del mondo” anche per uomini e donne, giovani e adulti con disabilità. Negli ultimi anni si sono fatti grossi passi in avanti. Il calcio per non vedenti (a 5), quello per sordi (a 5) e quello per persone affette da paralisi cerebrale infantile (a 5 o a 7) sono diventate discipline paralimpiche. A livello internazionale si è sviluppato parecchio anche il calcio in carrozzina. Oltre le federazioni si è speso molto in questa direzione anche il Centro sportivo italiano, che ha fondato la Nazionale di calcio amputati. Un movimento vivo, insomma, che sta fermentando, come dimostra il recente lancio del bando diffuso dal Settore Tecnico della Figc, che ha organizzato un corso federale sperimentale per allenatori di calciatori con disabilità. Il percorso formativo sarà gratuito, ma a numero chiuso (30 posti). Durata totale di 100 ore, di cui 72 teoriche, 20 pratiche e 8 di tirocinio. La parte teorica si svolgerà in modalità online. Ancora da definire luoghi e date di tirocini ed esami finali, mentre le candidature sono da inviare entro il 14 marzo.“L’introduzione di questo nuovo corso è certamente un passo importante, auspichiamo che venga presto tolta la parola ‘sperimentale’ e che diventi definitivo e continuo” ha affermato Andrea Fedrizzi, presidente dell’Aiac Brescia, sezione locale dell’associazione allenatori. “Sono sempre più le società dilettantistiche e professionistiche che hanno progetti per lo sviluppo ed il sostegno del calcio in questo ambito. L’obiettivo deve essere fornire mezzi e strumenti adeguati per affrontare le criticità di un ruolo così delicato, favorendone la crescita professionale. Credo che in molti risponderanno al bando. In futuro mi auguro che si possa rendere il corso a carattere provinciale, mantenendo il titolo gratuito”.

L’auspicio. Dopo gli input internazionali e nazionali, dunque, l’auspicio è quello di rendere sempre più territoriale un’evoluzione virtuosa e necessaria del calcio. Ad oggi nella nostra provincia il modello da seguire è quello della Feralpisalò, ormai protagonista da diverse stagioni nel campionato di Quinta categoria. La formazione di nuovi tecnici specializzati, ovviamente, può aprire le porte a nuovi progetti e iniziative del tutto simili, da diffondere e incentivare.

BRUNO FORZA 19 feb 08:46