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di ELISA GARATTI 23 apr 2026 15:29

Nelle medaglie c'è la luce di Dio

Alice Bellandi ha fatto la storia, ancora una volta. Dopo la conquista dell’oro olimpico a Parigi 2024 e di quello mondiale a Budapest 2025, la judoka bresciana, classe 1998, che compete nella categoria dei -78kg, ha completato il cerchio a Tblisi, in Georgia, vincendo anche l’Europeo. Nessun’altra italiana era riuscita nell’impresa.

Alice, ha realizzato di essere l’unica italiana nella storia ad aver conquistato la “Tripla corona” nello stesso ciclo olimpico?

Si può realizzare davvero la grandezza di questi successi solo quando si smette. Rimango con i piedi per terra: questa medaglia è solo un altro tassello dell’intero percorso. Anche se non nego che, quando vedo il mio nome vicino a quello di chi ha fatto la storia, mi vengono i brividi.

Se potesse scegliere di rivivere una delle tre competizioni, quale sceglierebbe?

Spero di riviverle, certo, ma non le stesse: mi auguro di viverne di nuove, con ancora più intensità. La medaglia olimpica e i quattro, intensi, anni che ti preparano ai Giochi sono indescrivibili: sono stati emozione pura. Il Mondiale lo descriverei come la competizione della maturità, l’Europeo è stata la gara della consapevolezza.

Oggi festeggiamo le medaglie, ma la sua carriera è stata intensa, caratterizzata anche da alcune difficoltà psicologiche che, con coraggio e umiltà, non ha mai tenuto nascoste...

Le medaglie vanno e vengono, ma quello che conta è lasciare un segno nella vita di qualcuno. Dopo Tokyo, potevo mollare tutto o iniziare da zero. Ho fatto uno switch: sono cresciuta e sono maturata, anche grazie alle persone che ho al mio fianco. Questa ripartenza mi ha permesso di avere una consapevolezza diversa. Le difficoltà fanno sempre paura, ora però non le affronto più remissivamente, ma con la certezza che, a un certo punto, facendo leva sulla mia forza interiore, ne posso uscire. Sono pur sempre una persona e, come tale, provo emozioni. Sono gli altri che tendono a vedere gli atleti come superuomini o superdonne... In questo, il percorso con la mia mental coach e la fede mi aiutano molto.

C’è una frase o un messaggio che porta con lei nel cuore e la aiuta a ripartire ogni volta?

Certamente devo ringraziare Laura, la mia mental coach, per il percorso fatto insieme, ma soprattutto per le consapevolezze che mi ha permesso di sviluppare, per la cura della persona, per la passione e l’amore che ha messo nel nostro rapporto professionale e di amicizia. Il suo più grande regalo è stato farmi capire che la vera libertà e la vera felicità vanno al di là di tutte le domande che noi ci poniamo. Così ho riscoperto la fede in Dio. La frase che più mi rispecchia è tratta proprio dalla Bibbia: “La fede è certezza di cose che si sperano, dimostrazione di realtà che non si vedono” (Eb11,1-3). Nessuno potrà mai dirti la cosa giusta: tutti possono dare input, ma la parola giusta viene da dentro di te.

Che rapporto ha con la fede?

La mia più grande missione è far vedere, attraverso i miei risultati, la luce che Dio ha dato alla mia vita. A volte, la vita ti mette duramente alla prova: il non sentirsi mai sola, ma sempre supportata, protetta, accettata e non giudicata è fondamentale. Le persone criticano Dio senza aver mai letto la Bibbia: se ognuno di noi si prendesse più tempo per studiarla senza interpretazioni, ma lasciandola solo entrare dentro di noi, troveremmo la ricetta della felicità.

Chi è Alice fuori dal tatami?

Sono una persona abbastanza solitaria. Mi piace stare in posti isolati, dedicarmi alle attività manuali, come il giardinaggio oppure l’aggiustare e il costruire cose, infatti sono una grande appassionata di Lego. Pur essendo una persona poco paziente, in questi momenti, riesco ad avere grande pazienza e perdo il senso del tempo. Inoltre, mi piace stare nella natura.

Dopo aver conquistato la “Tripla Corona”, nel suo cassetto ci sono ancora altri sogni da realizzare?

Dentro di me, credo che questo sia solo l’inizio. Non lo dico per vanto, ma perché è quello che sento. Ho ancora tanto da migliorare. Non mi sento arrivata, mai. Comunque, non sono una persona che fa progetti. Ho degli obiettivi, certo, a partire semplicemente dalla prossima gara, che ancora non so quale sarà. Certamente, rivivere le emozioni olimpiche provate a Parigi è uno dei miei motori più importanti.

ELISA GARATTI 23 apr 2026 15:29