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Palazzolo
di ELISA GARATTI 21 mag 08:57

Vavassori per la cultura dello sport

Si sono da poco conclusi gli Internazionali d’Italia. Il match finale tra Nadal e Djokovic ha regalato emozioni, anche se gli occhi e il cuore degli italiani si sono lasciati trasportare dal gioiellino Sonego. D’altronde, i grandi nomi del tennis italiano appassionano sempre più: non solo Sonego, ma anche Sinner, Berettini, Fognini e molti altri ancora. Un segnale di rinascita del tennis nostrano nel mondo?

“Stiamo assistendo ai frutti del lavoro dalla Federazione italiana tennis sotto la gestione di Angelo Binaghi – spiega Renato Vavassori, direttore generale dell’Accademia Vavassori di Palazzolo –. L’approccio è stato ribaltato: si è passati ad un sistema meritocratico che ha lasciato spazio ai professionisti, sia a livello tecnico che manageriale”. Progettualità tecnica ed organizzativa unita ad un notevole cambio di mentalità sono, dunque, i punti chiave della svolta. In effetti, anche il Vavassori Tennis Academy, una “Milanello tennistica” come si definisce nel suo sito, ha fatto propria questa mission. Nata nel 1992, oggi è per il tennis un’eccellenza formativa. Numerose le proposte: vi è il Kids System, il Sit (scuola individuazione talenti), il Cat (scuola di avviamento al tennis), l’agonistica pomeridiana e il full time. “Accanto all’attività della nostra associazione per l’avviamento al tennis, ospitiamo il Centro tecnico federale. Siamo parte attiva della mission federale: abbiamo un gruppo di under 18 tra i migliori d’Italia. Per esempio, l’anno scorso tre dei nostri ragazzi hanno giocato il Roland Garros junior” continua Renato Vavassori.

Il cambio di mentalità è stato fondamentale per ritrovare la strada del successo. “In Italia, l’immaginario collettivo, spesso, non riesce a distinguere le attività sportive, da quelle ricreative e amatoriali. La disciplina sportiva richiede uno sviluppo delle capacità performative globali, con progettualità annuali su medio periodo e con obiettivi precisi: le competizioni. Del resto, la dimensione agonale dello sport nasce già nell’Antica Grecia. Platone definisce l’immagine del filosofo-atleta: nel “Timeo”, infatti, insegna ad allenare sia il corpo, sia la mente. L’agon, per la cultura greca, è fondamentale: è la disputa, il tentativo di avere la meglio sull’altro. Ma ancor prima, nell’Iliade, si trova il concetto di aretè, cioè la dimostrazione del proprio valore per eccellere sugli altri. Non è un principio da esorcizzare, ma è lo stimolo a migliorare sempre. La dimensione agonale è dunque essenza dello sport”.

Un messaggio forte, con prospettive sul futuro. Soprattutto per uno come Renato Vavassori, che nel 2018 è stato nominato ITF expert dei National training centres nel mondo. “Si sta cercando di diffondere una cultura dell’inclusione nel mondo. Ogni federazione ha o cerca di avere dei centri tecnici. Il compito degli Itf expert è quello di ottimizzare il centro laddove esiste, o di supportarne la creazione. L’obiettivo finale è allineare il mondo allo stesso grande progetto”. La collaborazione, del resto, è di casa: l’Accademia Vavassori è da sempre in contatto con grandi realtà tennistiche italiane e non.

ELISA GARATTI 21 mag 08:57