Avis: Roberto, dalla paura per gli aghi a donatore
La storia di Roberto Tedoldi: dalla conoscenza dell’Avis all’amore, dalla famiglia alla consapevolezza che ogni donatore fa la differenza
A volte il volontariato nasce da un incontro casuale, altre volte da una riflessione che matura lentamente, fino a trasformarsi in una scelta di vita. È il percorso di Roberto Tedoldi, 54 anni, bresciano, sposato e padre di due figli, che da oltre 30 anni vive l’esperienza Avis.
La sua storia inizia nei primi anni Novanta. Sensibile ai temi dell’impegno sociale, sente parlare di Avis durante il servizio civile: un amico obiettore e le cuoche della cucina che serviva gli asili di Carpenedolo gli raccontano dell’associazione. Roberto si informa, riflette e nel 1993 decide di iscriversi come donatore. Una scelta tutt’altro che scontata, perché c’era un ostacolo da superare: la paura degli aghi. Da quel momento il suo coinvolgimento cresce rapidamente. Grazie all’incontro con Enrico Sbaraini entra nel Gruppo Giovani di Avis Brescia, dove trova amicizie che durano ancora oggi e vive anni ricchi di entusiasmo e iniziative. Tra i ricordi più belli ci sono l’organizzazione del concerto con Elio e le Storie Tese, le partite con la Nazionale Artisti Tv e con Radio DJ, gli eventi in castello e le gite. Esperienze che hanno contribuito a diffondere la cultura della donazione e a creare un forte senso di appartenenza. L’esperienza nel Gruppo Giovani lo porta poi nel Consiglio di Avis Comunale Brescia, dove viene eletto e assume subito il ruolo di tesoriere. Un incarico che affronta con naturalezza, grazie alla sua attitudine per gli aspetti organizzativi e gestionali.
In Avis Roberto trova anche l’amore. Nel Gruppo Giovani conosce Barbara Manfredi, oggi presidente della sezione Avis di Brescia e sua moglie. Quando arrivano i figli, è lui a fare un passo indietro, mentre Barbara continua il proprio impegno nel consiglio. Con i ragazzi ormai cresciuti, Roberto lo scorso anno ha deciso di rimettersi a disposizione: subito eletto, è diventato consigliere di Avis Provinciale, tornando a ricoprire il ruolo di tesoriere. Una responsabilità a questo livello più impegnativa, ma che ha accolto ancora con responsabilità e spirito di servizio.
La sua esperienza dimostra come il volontariato sappia generare valore nel tempo. Nella sua famiglia non c’erano donatori Avis prima di lui. Oggi un fratello ha seguito il suo esempio e anche sua figlia, appena compiuti 18 anni, ha scelto di diventare donatrice.
Per Roberto Avis significa soprattutto conoscere persone che arricchiscono la vita, mettersi al servizio della comunità. Lo dimostra anche la sua più recente conquista personale: la plasmaferesi. Dopo anni di esitazione, sempre per la paura degli aghi, ha deciso di provarla e oggi ne è un convinto sostenitore. Il suo desiderio è coinvolgere sempre più persone nella donazione di plasma, una risorsa di cui il nostro Paese ha ancora grande bisogno. Perché ogni donatore può fare la differenza.