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Botticino
di L. ZANARDINI 15 gen 2016 00:00

Accogliere i profughi non può essere un problema

“Se dobbiamo organizzare un gioco o collocare qualche altra realtà aggregativa, costruiamo muri e abbattiamo pareti… Qui sono coinvolte delle persone e, se si vuole, il posto si trova, anche a costo di sacrificare altre cose”. Bastano queste poche parole del parroco don Raffaele Licini per capire le motivazioni della comunità di Botticino che da settembre accoglie quattro richiedenti asilo

Non è impossibile accogliere. La testimonianza arriva da Botticino dove la comunità vive a stretto contatto, dallo scorso settembre, con quattro richiedenti asilo (dal Ghana e dalla Nigeria) ospitati dalla parrocchia in collaborazione con la cooperativa sociale K-Pax. “Se dobbiamo organizzare un gioco o collocare qualche altra realtà aggregativa, costruiamo muri e abbattiamo pareti… Qui sono coinvolte delle persone e, se si vuole, il posto si trova, anche a costo di sacrificare altre cose che non sono all’altezza dell’importanza di accogliere delle persone”. Bastano queste poche parole del parroco don Raffaele Licini per capire le motivazioni della parrocchia che si è attivata fin dalla prima ora e ancora prima dell’appello del Vescovo. “La parrocchia – conferma il parroco don Raffaele Licini – sta vivendo bene questa situazione. C’è abbastanza integrazione, non c’è solo curiosità ma c’è anche interesse, non c’è solo un’apertura degli spazi ma c’è soprattutto un’apertura del cuore. Frequentano le celebrazioni e danno una mano nelle attività di volontariato".

Tra le particolarità, "domenica abbiamo vissuto un momento molto bello con i bambini, i catechisti e i genitori dell’iniziazione cristiana. I bambini hanno rivolto ai quattro profughi molto domande per capire e per superare anche alcuni conflitti che, purtroppo, il mondo degli adulti ha già messo dentro di loro. Al termine di questo incontro, i profughi erano visibilmente emozionati e ci hanno detto che era il momento più bello vissuto dal loro arrivo”.

Non ci sono poi state molte resistenze nella comunità, anche perché “la carità è un settore tenuto in debita considerazione. Avevamo già fatto e facciamo altre esperienze di accoglienza con le famiglie di Botticino che hanno origini straniere e lì, all’inizio, abbiamo avuto qualche difficoltà. La strada di apertura è stata intrapresa. Poi certo se uno vuole rimanere con le sue idee… Le cose sono comunque cambiate”.
L. ZANARDINI 15 gen 2016 00:00